Lubiana Restaini, coordinatrice della Consulta Regionale dei Piccoli Comuni, ha commentato con favore una proposta di legge destinata a cambiare radicalmente il sistema di gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) nel Lazio. Si tratta della PL 106 del 12 maggio 2025, presentata dai consiglieri regionali Mitrano, Della Casa, Tripodi e Colarossi (FI), che prevede la creazione dell’Autorità Idrica del Lazio, un ente unico regionale che supererebbe l’attuale frammentazione in cinque ambiti territoriali.
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Un sistema da rivedere
Il quadro attuale, eredità della legge Galli (n.36/1994), si fonda su gestioni divise in ambiti territoriali ottimali (ATO) legati alle province, senza personalità giuridica propria. Questa impostazione ha prodotto forti diseguaglianze: costi dell’acqua diversi da zona a zona, disparità nei servizi di captazione e depurazione, difficoltà gestionali nei territori con problemi come la presenza di arsenico.
Una disparità evidente se si confrontano realtà come l’ATO di Roma, con quasi 4 milioni di abitanti, con quelli delle altre province, che servono poche centinaia di migliaia di persone, fino ad arrivare ai 254 Comuni del Lazio con meno di 5.000 abitanti, spesso troppo piccoli per reggere il peso della gestione.
Cosa prevede la riforma
La nuova Autorità Idrica Regionale sarebbe dotata di personalità giuridica e si articolerebbe in Presidente, Consiglio Direttivo, Direttore Generale, Collegio dei Revisori e Assemblea, con cariche rinnovabili ogni tre anni. L’ente avrà il compito di attuare un Piano d’Ambito unico, garantire uniformità di gestione e, soprattutto, armonizzare gradualmente le tariffe idriche su scala regionale.
Gli attuali gestori dei cinque ambiti continueranno a operare fino alla scadenza dei contratti, dopo di che subentrerà l’affidamento regionale.
La copertura finanziaria sarà assicurata da fondi regionali, statali, proventi da attività specifiche (come dissalazione e produzione di energia idroelettrica), e dalla parte vincolata per le funzioni già esercitate nei singoli ambiti.
Un’opportunità per i piccoli Comuni
«Questa proposta – afferma Lubiana Restaini – rappresenta una vera svolta epocale per i Comuni più piccoli, finora penalizzati da un sistema che non consentiva investimenti, reti efficienti o tariffe sostenibili. Se la legge sarà approvata, avremo finalmente una governance unitaria, trasparente e moderna del servizio idrico, capace di garantire equità e funzionalità anche alle realtà più fragili della Regione».
L’istituzione dell’Autorità Idrica del Lazio è prevista entro la fine dell’anno, ma l’iter sarà complesso. Tuttavia, la direzione è tracciata: un passo verso l’efficienza, la coesione territoriale e la tutela del diritto all’acqua per tutti i cittadini del Lazio.


