Il cuore del Vaticano pulsa di un’attesa carica di storia. Oggi si è aperto formalmente il Conclave, il solenne processo che porterà la Chiesa Cattolica a conoscere il successore di Papa Francesco. I cardinali elettori, provenienti da ogni angolo del globo, hanno varcato le porte della Cappella Sistina, un luogo intriso di arte e di spiritualità, per iniziare il loro delicato compito. Mentre i porporati si raccolgono in preghiera e riflessione, il mondo esterno è concentrato su un piccolo dettaglio architettonico: il comignolo posto sul tetto della Cappella Sistina. Questo semplice tubo è il messaggero silenzioso di decisioni di portata universale. Al termine di ogni votazione, le schede vengono ritualmente bruciate. Se il Sacro Collegio non raggiunge la maggioranza dei due terzi necessaria per eleggere il nuovo Pontefice, alle schede vengono aggiunte sostanze che generano un fumo denso e scuro: la temuta “fumata nera“.
Poco fa, i timori e le speranze si sono concretizzati in un pennacchio di fumo nero che si è stagliato contro il cielo romano. Dalle finestre delle case ai maxi-schermi di Piazza San Pietro, il segnale inequivocabile è stato recepito: la prima votazione non ha portato all’elezione del nuovo Papa. I cardinali, consapevoli della gravità del loro ufficio, si ritirano nuovamente nel silenzio orante della Cappella Sistina, pronti ad affrontare ulteriori scrutini. Il mondo rimane in rispettoso silenzio, consapevole che tra quelle antiche mura si sta compiendo un atto di profonda fede e responsabilità. Ogni occhiata al comignolo è un promemoria dell’importanza di questo momento, un’attesa carica di preghiera per la guida dello Spirito Santo e per l’annuncio che presto risuonerà: “Habemus Papam“.


