Ennesima fumata nera sul regolamento per la monetizzazione delle aree a standard. Durante la seduta del Consiglio comunale del 28 marzo, il tema si è nuovamente arenato tra polemiche, accuse e un rinvio deciso dalla maggioranza, che ha chiesto tempo per confrontarsi internamente. La minoranza non ci sta e attacca duramente.
«Ancora una volta – dichiarano i consiglieri di opposizione – ci siamo trovati a discutere un regolamento senza avere ricevuto per tempo la documentazione necessaria. Una prassi inaccettabile che mette in discussione la trasparenza e l’efficienza del Consiglio comunale».
«Il sindaco – aggiungono – ci ha accusato di ostruzionismo e boicottaggio, ma le sue dichiarazioni ci sono sembrate più emotive che basate su fatti concreti. Dopo aver interrotto i lavori per consultarsi con la sua maggioranza, ha comunque deciso di rinviare il punto, nonostante avesse dichiarato l’urgenza del regolamento. È chiaro che c’è un problema di preparazione e di consenso interno».
La critica più dura arriva però in merito ai contenuti del regolamento. «Le nuove proposte presentate nella Commissione Urbanistica del 22 aprile – spiega la minoranza – si sono rivelate del tutto inappropriate, dimostrando una scarsa competenza o quantomeno una preoccupante superficialità. In certi casi si fa davvero fatica a credere che ci sia un lavoro serio dietro alla stesura degli atti».
Uno degli episodi più gravi segnalati riguarda lo schema di convenzione urbanistica allegato al regolamento. «È stato letteralmente copiato da internet – denunciano – e si riferisce alla normativa della Regione Lombardia, non a quella della Regione Lazio. Nessuno ha pensato di adattarlo o modificarlo.Questo episodio ha evidenziato una mancanza di controllo e di professionalità nella predisposizione degli atti.».
La minoranza contesta infine anche l’impianto del regolamento: «Così com’è, rischia di creare una disparità di trattamento tra le diverse lottizzazioni private, favorendo alcune a discapito di altre. Non vengono considerati tutti gli ambiti normativi in cui la monetizzazione può essere applicata. Un’impostazione iniqua, che apre a possibili favoritismi e mina la fiducia dei cittadini nel processo amministrativo».


