Castelforte è al centro di una bufera dopo che il Tribunale di Cassino ha dichiarato discriminatorio il licenziamento di un operaio assunto dal Comune. La notizia ha suscitato indignazione, soprattutto perché la persona in questione, nonostante l’impegno dimostrato, è stata allontanata con la motivazione di non aver superato il periodo di prova.
Il provvedimento del Tribunale non solo ha annullato il licenziamento, ma ha anche imposto al Comune di reintegrare il lavoratore e risarcirlo per il periodo di inattività. Una sentenza che pesa non solo sul piano morale, ma anche finanziario: il Comune rischia un debito fuori bilancio compreso tra 40.000 e 60.000 euro, considerando le spese legali e i risarcimenti dovuti.
I consiglieri comunali del Partito Democratico, Giuseppe Rosato e Giancarlo Cardillo, insieme al segretario locale Ferdinando Orlandi, hanno criticato duramente l’operato dell’amministrazione, accusandola di scelte gestionali “scellerate e sovraniste”.
“Dove sono finiti gli intenti dichiarati dall’amministrazione di supportare le persone in difficoltà?”, si chiedono i consiglieri. La vicenda, secondo loro, evidenzia una mancanza di attenzione verso i più deboli e una gestione politica “di facciata”, lontana dalle reali esigenze dei cittadini.
Non è tutto: sembra che un altro lavoratore si trovi in una situazione analoga, con un nuovo procedimento in corso. “Auspichiamo che si eviti un’ulteriore condanna che graverebbe ancora sulle casse comunali,” aggiungono i rappresentanti del PD.
La questione non riguarda solo i diritti dei lavoratori. I consiglieri hanno denunciato anche lo stato di abbandono e incuria che caratterizza il centro cittadino e le zone limitrofe. “Mancano interventi concreti e ascolto verso le esigenze dei cittadini,” affermano, puntando il dito contro la gestione delle aree pubbliche, diventate ormai simboli di degrado.
Zone come i campetti sportivi e la piazzola di Via Pozzillo sono descritte come “discariche a cielo aperto”, con vetri rotti e rifiuti che mettono in pericolo la sicurezza dei cittadini.
I consiglieri dem chiedono un cambio di rotta: “È necessario cambiare metodo amministrativo, abbandonando logiche di proselitismo e ascoltando le reali esigenze della comunità.” La maggioranza viene accusata di seguire le indicazioni di un “unico soggetto” e di ignorare le richieste di collaborazione e dialogo.
Il Partito Democratico conclude sottolineando l’importanza di lavorare per il bene comune, “accettando sensibilità diverse e portando avanti una linea politica responsabile e condivisa.”
La vicenda, oltre a colpire l’immagine del Comune, solleva interrogativi sulle politiche sociali e sulla gestione delle risorse pubbliche, aprendo un dibattito che, a quanto pare, non si esaurirà a breve.


