Domani allo Spazio MAD di Via Cattaneo con Articolo Ventuno la mostra diffusa “aMare” di Alena Panchishin insieme alla giornalista di RaiNews Angela Caponnetto che presenta il libro “Lì dove il mare luccica”. Ultimi giorni per visitare la mostra di Michele Principato Trosso “La finestra di Overton” sempre a cura di Fabio D’Achille.
Alena dipinge principalmente ad olio il mare e le onde. Aveva provato i colori ad olio per la prima volta nel 2017, in uno studio di pittura, da allora molti tentativi di dipingere con l’aiuto del suo maestro d’arte senza trovare un spunto preciso dove rivolgere la sua attenzione; consuma e cancella centinaia di tele, riversa vernice, impegno e tantissime ore di video-formazione e studio online sul movimento dell’acqua… intendendo approfondire il tema, il suo movimento, i bagliori fuori e dentro, i riflessi, i colori dominanti legati alla luce e al cielo, alla natura circostante. Dedica tutto il suo tempo libero alla pittura. Anche adesso, dopo essersi trasferita in Italia prima come rifugiata, tra le prime cose che ha comprato ci sono i colori ad olio, le tele e i pennelli.
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“La poetica artistica di Alena si contraddistingue per la narrazione di paesaggi marini e spesso dipinge onde di mari lontani, oceaniche, onde che cavalcano i surfer e che gli stessi fotografano e ne condividono le immagini nelle loro community online. La pittrice ucraina proviene dalla città di Dnipro, attraversata da un grande fiume che è forse questo il primo legame dell’artista per la fascinazione per l’acqua. Alena con la sua famiglia e gli amici in Ucraina, doveva fare sette ore di treno per andare al mare. Adesso, trasferita da oltre due anni a Latina, ha dovuto ricostruire il suo “parco” artistico perché molte delle sue opere sono rimaste in Ucraina perché è dovuta scappare dalla guerra. A Latina però ha trovato un fonte d’ispirazione tra le nostre dune con il mare del nostro lido. Dunque recentemente le nostre spiagge sono apparse come frammenti di emozioni dipinte, fermate, documentate nelle sue tele. Una consolazione forse, una fascinazione anche per un paesaggio nuovo, che non vede più solo mari internazionali ma finalmente un mare raggiunto, anelato, rifugio e rinascita. Un mare che ha sempre unito i popoli, il mediterraneo, un approdo verso un mondo dove si può anche vivere in pace!”



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