OlioCentrica, la prima oleoteca di Latina, da qualche anno è anche sede del Museo D’Arte Diffusa e dopo la mostra di Luciano Cisi e Orangioia presenta con Fabio D’Achille “Mad Frog is Back: Metamorfosi e Riscoperta delle Radici” personale di Ersilia Sarrecchia. Da tempo l’attività di Gisa e Fabrizio è sensibile agli eventi artistici e culturali del territorio e con essi esprime una vocazione naturale alla convivialità e alle sinestesie ancor più di recente anche con la musica dal vivo e la collaborazione con l’ex Garage.
L’artista pontina Ersilia Sarrecchia celebra la rana come simbolo di trasformazione e rinascita, elementi profondamente legati alle terre pontine, da cui trae ispirazione. Le rane colorate, soggetto iconico dell’artista, sono rappresentate in modo vivace e dinamico, con toni accesi che evocano vitalità e movimento. La rana, con il suo significato ancestrale di metamorfosi, diventa l’emblema perfetto per raccontare la storia della trasformazione delle paludi pontine in terre fertili, che portarono alla nascita della città. Il legame con il territorio si esprime non solo nella scelta del soggetto, ma anche nella sua carica simbolica: la rana è ponte tra passato e futuro, tra la memoria di un luogo un tempo inospitale e la sua evoluzione in un paesaggio vitale.
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Le opere di Sarrecchia, caratterizzate da colori vivaci e brillanti, catturano l’occhio dello spettatore, mentre le rane, con lo sguardo curioso e attento, sembrano interagire con chi le osserva. Il loro posizionamento, in procinto di saltare, trasmette una sensazione di energia trattenuta, come se fossero pronte a lanciarsi verso un futuro di nuove possibilità. La scelta della rana come soggetto non è solo un riferimento alla trasformazione fisica e geografica delle terre pontine, ma è anche un invito a riflettere sul cambiamento personale e collettivo.
Le rane di Sarrecchia diventano quindi un simbolo di evoluzione continua, di tensione verso il nuovo, pur restando radicate in una storia e in una terra che le ha generate. “Mad Frog is Back” è un’ode al passato (MAD aveva creato una rassegna itinerante tutta dedicata alle opere di Ersilia già nel 2008), ma anche una proiezione verso il futuro, un invito a guardare avanti con la stessa curiosità e determinazione che caratterizza lo sguardo delle rane, rivolto allo spettatore e al tempo stesso al domani.




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