“Il salva casa prevede cambi di destinazione d’uso e recupero dei sottotetti.
I cambi di destinazione d’uso sono sempre ammessi sia all’interno della stessa categoria funzionale, sia tra diverse categorie funzionali (residenziale, turistico-ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale) in tutte le zone urbanistiche (A, B e C), tranne nelle E (zone agricole).
Idem la rigenerazione urbana della Regione Lazio, che fa una sola eccezione per le strutture con titolo ricevuto in sanatoria (si premia 2 volte chi ha costruito senza titolo) in zona urbanizzata (grigia).
La legge 38/1999 della regione Lazio consente modifiche edilizie solo ai coltivatori diretti, quindi chi non lo è e ha immobili in zona agricola non può fare nulla.
Tante norme per recuperare il patrimonio immobiliare esistente ed evitare nuovo consumo di suolo, ma nessuna tiene conto degli immobili non agricoli che si trovano in zona agricola, laddove la vocazione agricola è ormai perduta.”
Lo afferma in una nota Pierpaolo Marcuzzi, Membro del Direttivo Provinciale di Fratelli d’Italia.
“Serve una norma per il recupero degli immobili non agricoli in zone ormai pressoché urbanizzate, che di agricolo hanno mantenuto solo la destinazione di PRG, ma che sono ormai dismessi e quindi non più funzionali alle attività agricole (da almeno 5 anni o anche 10, anche se in molti casi non lo sono mai stati).
Ci sono immobili fermi, che potrebbero essere convertiti a nuovi usi e adeguati a livello sismico ed efficentati a livello energetico.
I cambiamenti connessi all’economia del settore primario, ma anche legati alle abitudini alimentari fanno si che molti immobili quali stalle e fienili non trovino più utilizzazione, visto che non ci sono più allevamenti di bestiame, ma solo produzione di ortaggi e fiori che vengono lavorati nelle strutture delle cooperative, quindi perchè quelle famiglie che non coltivano più direttamente la terra non possono trasformarle in case per i loro figli le loro proprietà? In molti casi neanche le possibilità della multi-funzionalitá agricola consentono di dare nuova vita a tali fabbricati.
Ci sono capannoni artigianali sanati circa 40 anni fa, in ambiti pressochè urbanizzati, inutilizzati per i quali oggi il mercato offrirebbe diverse possibilità; tali fabbricati possono essere recuperati per varie attività che genererebbero posti di lavoro, turismo e nuove residenze che farebbero girare di più l’economia.
Perché in città una famiglia può recuperare il sottotetto e uno che ha ereditato una casa rurale in zona agricola non può farlo se non è agricoltore?
Sono delle situazioni che creano disparità, queste disparità vanno colmate, quindi tramite il dipartimento urbanistica di Fratelli d’Italia, mi farò promotore verso i miei parlamentari e consiglieri regionali di provvedere a eliminare queste disparità.
Preciso, tutto a 0 consumo di nuovo suolo e con l’obbligo di efficientare gli immobili che non sono più utilizzati in agricoltura da almeno 5/10 anni.-conclude- Inoltre informiamo che con il dipartimento Urbanistica di Fratelli d’Italia di Terracina, presieduto dal Geom Candido Luzzi si sta lavorando a ulteriori integrazioni alla L.R. 12/04 ( c.d. Condono Edilizio L. 326/03 ) da pochi giorni modificata dal Consiglio Regionale del Lazio.”
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Parco Susetta Guerrini, corridoio verde e laboratorio di sostenibilità in vista del 2032
ANZIO | Bollette Tari: invio a giugno 2026 per adeguare il bonus sociale
PONTINIA | Solidarietà e sport inclusivo, la città tra le tappe del “Viaggio in Bici” per la disabilità




