“La terza Sezione del Consiglio Stato, con ordinanza collegiale numero 02921 resa il 31 luglio 2024 negli appelli promossi dal CNPI e dall’Ordine di Napoli, con l’intervento adesivo di numerosi altri Ordini territoriali e dei Consiglieri nazionali, ha confermato la sospensione dell’efficacia della sentenza del TAR Lazio 13102/2024, che aveva parzialmente annullato il regolamento elettorale a tutela della parità di genere. La pronuncia del Consiglio di Stato, seppur resa in fase cautelare, offre utili elementi anche per la positiva e tempestiva decisione di merito”.
Lo comunica, in una nota, il Consiglio nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Nasce OPSV, il primo osservatorio indipendente sui servizi veterinari in Italia
SABAUDIA | Stagione balneare, il gruppo Civica attacca: “Lungomare nel caos e fondi inutilizzati”
ROMA | Evoluzione e Libertà: Sardellitti “Parte la sfida per un’Italia dei territori”
Il Presidente del CNPI Giovanni Esposito: “Ho piena fiducia nei confronti della giustizia amministrativa chiamata a pronunciarsi sulla corretta attuazione del principio costituzionale della tutela effettiva della parità di genere, che deve unire, non già contrapporre, gli organismi dirigenti della categoria. Dai giudici amministrativi si attendono indicazioni utili per la necessaria applicazione della parità di genere anche nell’elezione degli altri organismi rappresentativi territoriali (Consigli degli ordini) e nazionali (Cda e Cig della Cassa di Previdenza), nel rispetto dei principi costituzionali e delle mozioni approvate durante l’ultimo congresso degli iscritti celebrato a settembre 2023. Non si interrompono – ribadisce Esposito– ma proseguono anche nel periodo estivo le attività dell’intera governance nazionale dei Periti Industriali nei numerosi tavoli istituzionali aperti con il Governo, tra i quali, quelli per la riforma delle professioni, il nuovo sistema di abilitazione universitario e l’individuazione delle competenze nelle certificazioni per l’industria 5.0, da sviluppare tutti con adeguate politiche di promozione delle componenti femminili”.




