Don Maurizio Verlezza, il parroco accusato di aver tentato di introdurre hashish, cocaina e due telefoni nel carcere di Velletri, è stato condannato a due anni di reclusione. Tuttavia, poiché la pena inflitta è inferiore ai tre anni, la condanna è stata sospesa. La decisione è stata presa dal giudice che ha accettato il patteggiamento proposto dalla Procura e dalla difesa.
Con la sospensione della pena e la conclusione del giudizio di primo grado, è stata revocata anche la misura cautelare degli arresti domiciliari, a cui Don Verlezza era stato sottoposto per quasi tre mesi, dopo una settimana di detenzione in carcere. La notizia della sua liberazione ha suscitato grande soddisfazione tra i suoi sostenitori, ma ha anche alimentato alcune errate informazioni secondo cui il parroco sarebbe stato completamente scagionato dalle accuse.
In realtà, Don Verlezza ha dovuto ammettere le sue responsabilità. Pur non dovendo scontare ulteriori giorni di detenzione, dovrà pagare una sanzione pecuniaria di 12mila euro.


