Una donna di 48 anni è stata accusata di portare droga al figlio detenuto in carcere. Non era la prima volta che lo faceva. Ha richiesto il rito abbreviato, imputata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È stata scoperta nella casa circondariale di via Aspromonte a Latina subito dopo aver consegnato la droga. Arrestata, successivamente ha ottenuto l’obbligo di firma. La donna, residente vicino a Latina, ha optato per il rito abbreviato, che prevede una riduzione di un terzo della pena basata sugli elementi raccolti durante le indagini preliminari. Il processo inizierà il 6 settembre davanti al giudice per l’udienza preliminare Mara Mattioli.
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L’episodio, chiarito dalla Polizia Penitenziaria, risale a un anno fa: era la mattina del 24 giugno 2023 e si è svolto in pochi secondi durante i colloqui in carcere. Gli investigatori avevano sequestrato alcuni grammi di cannabis. Un agente di polizia penitenziaria, notando un movimento sospetto, aveva deciso di procedere con una perquisizione, confermando i suoi sospetti.
La Procura ha contestato l’aggravante di aver commesso il reato all’interno di un carcere. Durante l’interrogatorio, difesa dall’avvocato Valentina Leonardi, la donna ha ammesso i fatti, spiegando di aver ceduto alle richieste del figlio di portare la cannabis. Al termine dell’audizione, il giudice ha riqualificato il reato come ipotesi lieve. Non era il primo episodio in cui la donna era coinvolta: nell’aprile del 2023, nel carcere di Frosinone, era stata sorpresa a cedere droga al figlio. In quel caso, il giudice aveva ritenuto il fatto di lieve entità e la donna era uscita dal procedimento.
Il giudice di Latina ha sottolineato l’assenza di collegamenti della donna con ambienti criminali, pur evidenziando l’episodio precedente avvenuto nel carcere di Frosinone. Il processo è previsto per settembre.


