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Lettura: LATINA, “Cognitive Risonance”: la mostra di Alberto Zecchini al MAD
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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > LATINA, “Cognitive Risonance”: la mostra di Alberto Zecchini al MAD
Cultura & Eventi

LATINA, “Cognitive Risonance”: la mostra di Alberto Zecchini al MAD

Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2024 15:58
Redazione Pubblicato 4 Giugno 2024
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Il Finissage di Alberto Zecchini nel progetto di MAD chiude in musica con “Cognitive Risonance” nel Festival Internazionale di Musica contemporanea a cura del dipartimento di composizione, direzione e nuove tecnologie del Conservatorio di Latina. Il finissage prevede nell’Auditorium alle ore 18:00 una presentazione ed un concerto della scuola di musica elettronica del conservatorio  “Luigi Canepa” di Sassari nell’ambito del  Progetto Twisted-Electro Acustic Music Network.

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“È un artista in evoluzione, Alberto Zecchini, attualmente meno descrittivo e più attento all’aspetto anatomico della figura, che diviene espressione unica, in assenza di volti. L’intento è quello di fornire a chi guarda una dimensione speculare, in cui riconoscere le pieghe del proprio ‘sentire’, in un ascolto interiore permeato dalla musicalità. È, infatti la musica alla base di ogni sua creazione, che si riflette in sequenze cromatiche ora sostenute dall’integrazione di un elemento versatile quanto complesso nell’uso, quale è il colore acrilico. Alle sue coppie di amanti, i soli a sopravvivere all’incomunicabilità, Zecchini dona l’eternità del gesto, della stessa passione che egli vive facendosi tramite tra suono e tela. Nella simbiosi, nella fisicità delle loro figure si percepisce l’eco quasi trascendente di un’umanità nuova e al contempo primitiva, consapevole della propria natura e per questo capace di trasfondere profonde emozioni. La ricerca sulla luce, che in queste opere spesso assume toni non realistici, sottolinea l’inesprimibile dimensione del sentimento, non necessariamente estatico, piuttosto simile, invece, alla consapevolezza della fragilità”. Dichiara la curatrice Cristina Boschini. 

“L’arte è espressione diretta dell’anima attraverso le mani, attraverso la facoltà che l’uomo ha di operare sul colore, sulla forma… nella pittura di Alberto non c’è compiacimento, non c’è estetismo fine a sé stesso, c’è piuttosto una spinta verso la sintesi, verso la capacità di trasfigurare l’uomo senza cadere nella gratuita trasformazione dell’uomo in una cosa. In sostanza i personaggi della pittura di Alberto hanno un’anima”. Dichiara il pittore Ermanno Vanni.

“Ignoto è ciò che non è conosciuto né identificato o identificabile, ignoti sono i personaggi che affiorano dalla materia pittorica e popolano le opere di Alberto. Stratificazioni di olii, pennellate liquide alternate a colori più grumosi e densi di cui si può ancora percepire il profumo, danno origine a figure, alle volte solitarie, che non si palesano davanti ai nostri occhi a rivelare la loro identità, ma restano appunto soggetti ignoti. La figura ha da sempre interessato la ricerca artistica dell’autore modenese. Nei suoi lavori assistiamo ad un viaggio tra l’interiore e l’esteriore, le opere sono animate da personaggi onirici intrisi di colori che vanno dalle tonalità della terra alle nuance più accese dell’arancio e il magenta, a cui fanno da contraltare toni più freddi e gradazioni di azzurri si fondono in una materia viva e pulsante”. Dichiara l’artista  Ersilia Sarrecchia.

“Alle volte i soggetti rappresentati sembrano interagire, cercano un contatto, si sfiorano e sembrano inseriti in ambientazioni che possono richiamare il quotidiano, alle altre appaiono completamente estraniati, quasi alieni. Figure trasfigurate, prive di identità ma che proprio per questo diventano specchio mutevole di un’interiorità nella quale è possibile identificarsi e riconoscere tracce del proprio vissuto. Alberto Zecchini può certamente vantare un inconfondibile linguaggio pittorico dalla forte identità personale sviluppata da anni di studio e ricerca, così come possiamo certamente scorgere nel suo lavoro le tracce di, seppur inconsce, ispirazioni espressive e stilistiche proprie del grande Francis Bacon o del giovane, ma già molto affermato, artista romeno Adrian Gheine; opere intense, sature, di grande formato, in cui entrare in punta di piedi, immergersi e restare a guardare affiorare le nostre emozioni”. Conclude l’artista  Ersilia Sarrecchia.

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