“Nonostante pochissime eccezioni, ancora continuano, notizie e spot denigratori e scorretti sui carichi di lavoro delle strutture sanitarie territoriali, dei Pronto Soccorso, comparando tali attività con quelle dei medici di famiglia”, così Cristina Patrizi, Segretario Regionale Sindacato Medici Italiani del Lazio.
“A fronte di dati ufficiali sugli imponenti carichi di lavoro ai quali i medici di famiglia continuano da anni a fare fronte, che dicono esattamente l’ opposto di quanto alcuni sostengono. Carichi di lavoro che ora riepilogheremo. Continuare pertanto a fare falsa informazione sui temi così scottanti di sanità pubblica, oltre a rivelarsi un autogol in termini di ricaduta di immagine per il SSN italiano, che nonostante il progressivo depauperamento di finanziamenti e la perdita di attrattività per i medici, continua ad avere i migliori risultati in termini di esiti di salute, ebbene queste narrazioni inesatte sulla attività dei medici di famiglia, contribuiscono a un clima di sfiducia che mina dal profondo la coesione sociale ed il patto che necessariamente deve essere saldo, tra medici e pazienti/cittadini.
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Nel Lazio i Mmg sono organizzati in UCP (unità di cure primarie) dove è possibile sempre dalle H. 10 alle 19, dal lunedì al venerdì avere una risposta dai medici di medicina generale .
I medici di famiglia hanno inoltre dato vita ad ulteriori forme di continuità assistenziale: nel Lazio esistono gli “Ambufest ” e 11 ambulatori pediatrici che garantiscono la risposta della medicina generale tutti i festivi ed il sabato dalle 10 alle 19 e nei prefestivi dalle ore 14 alle 19.
Dalle 20 .00 alle 8.00, inoltre, di tutti i giorni della settimana e sempre nei sabati e prefestivi, dalle 10 alle 24 e nei festivi h24 , sono operativi sul territorio i medici di “ guardia medica”, anche qui per le visite domiciliari e le richieste sanitarie non di emergenza-urgenza. Milioni di pazienti occupano, così, le nostre strutture territoriali e della medicina generale, esclusivamente per ottenere tale certificazione e quasi sempre nulla di realmente sanitario.
È il momento di dire basta! Stop alle accuse ai medici di famiglia, basta con il pressappochismo, mettiamo i medici in condizioni di poter lavorare, tutti i medici del SSN, e sosteniamo nei fatti il nostro Servizio Sanitario e non con parole , spesso vuote e molto spesso sbagliate”.






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