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Lettura: ROMA, dall’Angelo di Lucio Dalla all’Angelo di Guadagnuolo nell’80° anniversario della nascita del cantautore
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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > ROMA, dall’Angelo di Lucio Dalla all’Angelo di Guadagnuolo nell’80° anniversario della nascita del cantautore
Cultura & Eventi

ROMA, dall’Angelo di Lucio Dalla all’Angelo di Guadagnuolo nell’80° anniversario della nascita del cantautore

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2023 18:12
Redazione Pubblicato 15 Dicembre 2023
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Dopo il successo per la scultura di Francesco Guadagnuolo nella Sede del Parlamento Europeo sulla violenza contro le donne del 25 novembre scorso a Roma, l’artista Guadagnuolo ha realizzato, nel pieno di due guerre Russia-Ucraina e Israele-Palestina, la scultura-installazione “EUROPA – L’Angelo della Pace”, che costituisce attualmente un rilevante esempio di nuova iconografia dell’arte contemporanea. L’artista tranrealista noto per le sue opere interdisciplinari in cui s’incrociano l’arte visiva con la letteratura, il cinema e la musica contemporanea, ha dedicato la sua scultura-installazione, alla festa più importante per il Mondo Cristiano del Santo Natale 2023, come atto di fede nell’augurio di porre fine alle due guerre odierne ed il Nuovo Anno 2024 all’insegna della Pace.

L’intervista: Abbiamo chiesto al noto artista autore della scultura “Europa – L’Angelo della Pace” di raccontarci chi è quest’Angelo. Guadagnuolo ci ha detto: «Mi sono riferito alla canzone “Se io fossi un angelo” di Lucio Dalla, in occasione dell’80° anniversario della nascita del cantautore, svelando così una percezione intimamente religiosa della vita. Una valutazione sulla società, sulle sopraffazioni e sulle incoerenze: la mia scultura manifesta le ingiustizie che sconvolgono ancora il mondo. É una censura alla lotta armata, alla produzione delle armi, alle speculazioni sugli esseri umani. Altresì un raccoglimento intimo sulla relazione dell’essere umano con la religione, spesso snaturata dai valori, quando le divinità s’impiegano nel sistema del mercato consumistico in ogni inizio d’importanti festività religiose».

L’Angelo-bambino di Guadagnuolo esprime l’innocenza nei valori della fede, dall’aspetto statuario monumentale verniciato con i colori dell’arcobaleno della Bandiera della Pace, sul torso è presente un carro armato, simbolo della brutale guerra, reso inoffensivo dallo stesso Spirito celeste. Sul dorso le ali e l’aureola che cinge la testa, ambedue dorate nei simboli di santità.

Le configurazioni sono lineari e sobrie, del tutto ampliate nei loro spazi. La linearità della composizione equilibra le particolari sintonie cromatiche nelle estensioni luminose, che rendono una simmetria dall’assetto assoluto tra spazio e tempo.

Gli Angeli in Terra: Gli angeli in Terra non sono visibili, ma sono tra noi che impersonano le persone afflitte. La scultura, infatti, rappresenta l’Angelo insofferente alle iniquità che aggirerebbe il cosmo, vicino alle sofferenze della guerra, a fianco dei poveri, dei rifugiati e degli emarginati, vittime della sopraffazione del potere (che è pur sempre diabolico) che diventa dipendenza di privazione e di stenti.

É per questo che la scultura di Guadagnuolo è simbolo contro quel potere di ricchezze a svantaggio del prossimo, nell’indifferenza di chi è martoriato, perseguitato e si affligge in un mondo straziato drammaticamente dai conflitti e vani massacri, che saremo stati in grado di eludere se avessimo avuto un briciolo di umanità.

La scultura richiama Pace in Europa e nel Mondo, secondo il pensiero di David Sassoli, sugli argomenti dell’Unione europea: libertà, equità, giustizia, sviluppo del benessere e la sua divulgazione che divengono, attraverso l’arte, significato di umana libertà.

L’opera di Guadagnuolo ha lo scopo di testimoniare e trasmettere alle nuove generazioni i valori che esprime l’Angelo nel ripudiare tutte le guerre e le ingiustizie per la libertà dell’essere umano nei valori della vita. Alla luce di tali considerazioni possiamo asserire, l’Angelo che ha inspirato il Maestro Guadagnuolo nel realizzare quest’opera d’arte, non poteva servirsi di altra definizione da cui ha avuto origine. 

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