La condanna di nove anni e quattro mesi, emessa ieri dal giudice del Tribunale di Latina Giuseppe Cario nei confronti di Daniel Marcu, 31 anni, romeno, accusato di aver sequestrato e violentato una adolescente di Latina, rimasta in balia per oltre quattro ore di Dragos, è ritenuto il presunto responsabile di violenza sessuale e sequestro di persona.
In aula il pm Valerio De Luca ha ricostruito i fatti chiedendo la pena di otto anni mentre la difesa ha cercato di scardinare le accuse. La ragazzina – rappresentata dall’avvocato Giovanni Di Legge – si è costituita parte. La terribile sequenza si era consumata in un attimo, quando poco prima delle 20,30 insieme ad un amico a bordo di una micro car, era andata nel sito dismesso e ha incontrato l’imputato che – secondo l’accusa – ha attirato la ragazzina in una subdola trappola. «Avevo paura a restare da sola con lui», ha raccontato quando era stata ascoltata dalla Polizia e nel corso di un incidente probatorio che si era svolto lo scorso 20 luglio.
La ragazzina è stata costretta a salire sul veicolo e poi a guidare fino ad arrivare in aperta in campagna.
«Avevo paura di restare con uno sconosciuto», aveva ripetuto più volte l’adolescente agli investigatori; «Ero agitata, mi diceva non succede niente ma mi ha preso i capelli con la forza».
Il romeno era stato arrestato al termine di una caccia all’uomo in un edificio abbandonato tra Latina Scalo e Sermoneta, gli investigatori lo avevano sorpreso nel sonno. Dai successivi accertamenti infine è emerso che era un volto conosciuto negli archivi delle forze dell’ordine. Nel maggio del 2018 era stato arrestato dalla Polizia per una rapina dalle modalità violente alle porte di Latina. «Daniel Marcu è da considerare un soggetto di elevata pericolosità sociale, dedotta dai nume- rosi precedenti penali a suo carico», aveva scritto il giudice nel provvedimento restrittivo che risale al 2018.




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