Il caso, prima, e lo scandalo Karibu, dopo, ieri oggetto del gup del Tribunale di Latina per il giudizio per la maxi evasione fiscale con le cooperative che si occupavano dell’accoglienza dei migranti. In aula erano assenti moglie e suocera di Soumahoro, imputate principali dell’inchiesta. Al termine della camera di consiglio è stato accolto dal magistrato il prospetto della Procura con la decisione di processare 4 imputati, tranne due irreperibili. Per Liliane Murekatete (moglie del parlamentare), Marie Therese Mukamitisindo (la suocera di Soumahoro), Michel Rukundo e Ghislaine Ada Ndongo la prima udienza sarà il 24 gennaio del 2024. Il magistrato per gli irreperibili, Richard Mutanga (cognato di Soumahoro) Christine Kabukoma Ndyanabo Koburangyra (una collaboratrice), ha disposto altre ricerche con il ritorno in aula che avverrà il 26 aprile del 2024.
Alle 11, della giornata del 15 dicembre, è iniziata l’udienza preliminare con il pubblico ministero Andrea D’Angeli che ha ricostruito l’inchiesta nel corso del suo intervento nel processo, sottolineando come Aid e Jumbo fossero due “cartiere”. Francesca Roccato, Lorenzo Borrè, Alessandro Paletta, Maria Vittoria Giampietro, Stefano Ciapanna, Francesco Cossa, cioè il collegio difensivo, hanno chiesto per i propri assistiti il non luogo a procedere. Bollette telefoniche e riscontri come la sede sociale di una delle coop sono stati usati in aula dalle difese come documenti per mettere in evidenza come i bilanci siano passati anche all’esame dei revisori contabili. L’accusa alle cooperative Karibu e Consorzio Aid è di aver evaso oltre due milioni e mezzo di euro (irregolarità nella gestione dei fondi). Oltre alle misure cautelari emesse per 12 mesi, la Guardia di Finanza con un’indagine (dello scorso 30 ottobre) ha portato ai domiciliari del Cda di Karibu per i reati di bancarotta, frode nelle pubbliche forniture e auto riciclaggio. Nell’udienza del 15 novembre, coordinata nuovamente da Andrea D’Angeli, Giuseppe Miliano, e dal procuratore Giuseppe de Falco, i provvedimenti sono stati firmati dal gip Giuseppe Molfese con l’accusa che aveva pienamente retto.




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