In occasione dei venti anni di attività artistica di Anna Laura Patanè (2003/2023) Mad Museo d’Arte Diffusa ha allestito l’esposizione nella grande hall del Garden Hoteldi Latina. L’autrice espone le sue tele e tavole in tecnica mista (28 quadri) insieme agli oli su tela del suo Maestro (19 opere), il pittore e incisore Alberto Serarcangeli. La mostra bipersonale è a cura di Fabio D’Achille e il testo critico della presentazione è della storica dell’arte Francesca Piovan.
Il vernissage è previsto per mercoledì 29 novembre alle ore 18:00 nel lounge bar del Garden Hotel dove sarà presentata la mostra dei due artisti pontini.
L’esposizione si snoda su tutto il piano terra negli ariosi spazi dell’albergo di Via del Lido fino al lounge bar dove su un’immensa parete sono esposti i lavori recenti di pittura di Alberto Serarcangeli. La mostra di Anna Laura proviene dall’Hotel Europa nel centro della città dov’è stata esposta per quattro mesi sempre con Mad tra la hall e il centro benessere, mentre alcune delle opere di Serarcangeli provengono dalla collettiva estiva di Mad “Dall’OdisSea al Rinascimento” al Castello di San Martino a Priverno in collaborazione con il Comune lepino.
IL FILO AMBIVALENTE
Nell’etimologia fonetica, il filo è l’elemento figurativo che indica continuità e soprattutto sviluppo coerente e logico dei concetti esposti.
Annalaura Patanè e Alberto Serarcangeli.
Un importante sodalizio. Importante perché profondo, nutrito, coltivato negli anni, rigoglioso nei tempi, in una sintesi di reciprocità divulgativa e costruttiva, in un flusso liquido, continuo.
L’empatica binarietà si ravvisa istantaneamente. I due divengono uno, nella proiezione del saper fare. Nelle loro opere la familiarità oggettiva si spoglia della rassicurante conoscenza, mutando in magia. La sicurezza si fa conturbante, sospesa, congelata, immobile in un’aurea di mistero.
Le due parti insieme, familiarità e arcano, destano nell’astante osservatore, paura e meraviglia, inquietudine e nostalgia, in una dimensione alta (e altra) tecnicamente costruita con alti (di nuovo) punti di fuga, posizione privilegiata per innalzare anche, e soprattutto, l’epifania e la rivelazione dell’immagine. Ma nulla, seppur teatralmente costruito, è casuale. Tutto è presenza e compresenza. Il ricordo di un incontro, la nostalgia di un’amicizia, la memoria di un luogo; e ancora, anime fossili che percorrono tracce temporali, di un “prima” che divengono il nostro tempo, l’hic et nunc; le bandiere, le garze, così leggere, così pesanti nello zittire volti, parole e bellezza. Straordinaria bivalenza tra i due artisti. Nella funzione divulgativa, nei principi morali, nella forza mnemonica. Straordinario dualismo, ove l’idea dell’uno è complementare alla materia dell’altra.
Annalaura Patanè e Alberto Serarcangeli.
Un importante sodalizio. Importante perché profondo, nutrito, coltivato negli anni, rigoglioso nei tempi, in una sintesi di reciprocità divulgativa e costruttiva, in un flusso liquido, continuo.
L’empatica binarietà si ravvisa istantaneamente. I due divengono uno, nella proiezione del saper fare. Nelle loro opere la familiarità oggettiva si spoglia della rassicurante conoscenza, mutando in magia. La sicurezza si fa conturbante, sospesa, congelata, immobile in un’aurea di mistero.
Le due parti insieme, familiarità e arcano, destano nell’astante osservatore, paura e meraviglia, inquietudine e nostalgia, in una dimensione alta (e altra) tecnicamente costruita con alti (di nuovo) punti di fuga, posizione privilegiata per innalzare anche, e soprattutto, l’epifania e la rivelazione dell’immagine. Ma nulla, seppur teatralmente costruito, è casuale. Tutto è presenza e compresenza. Il ricordo di un incontro, la nostalgia di un’amicizia, la memoria di un luogo; e ancora, anime fossili che percorrono tracce temporali, di un “prima” che divengono il nostro tempo, l’hic et nunc; le bandiere, le garze, così leggere, così pesanti nello zittire volti, parole e bellezza. Straordinaria bivalenza tra i due artisti. Nella funzione divulgativa, nei principi morali, nella forza mnemonica. Straordinario dualismo, ove l’idea dell’uno è complementare alla materia dell’altra.

Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Termina l’undicesima edizione del festival Lievito: ospite d’eccezione Rocco Papaleo
LATINA | “Scacco Matto. Il Re è morto”: il giallo di Rita Cascella al Caracola Lab
TUSCANIA | Dal 3 maggio al via “Lo spirito del luogo”: arte, musica e teatro tra i tesori della città



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.