Per la vicenda dell’anziana 76enne trovata lo scorso 25 ottobre da un custode del cimitero di Anzio, legata, imbavagliata e in stato confusionale all’interno di una cripta di famiglia, ci sarebbero due responsabili. La donna, dopo essere stata soccorsa, ha raccontato cosa le fosse accaduto, sottolineando come, nonostante le difficoltà patite, intorno alle 11:30 avrebbe subito l’aggressione e sarebbe stata gettata all’interno di una cappella di famiglia con il chiaro scopo di lasciarla morire lì: “Volevano proprio ammazzarmi“, avrebbe spiegato la donna agli agenti incaricati di scoprire i responsabili. Eppure gli inquirenti nelle loro indagini si starebbero concentrando proprio nell’ambito dei rapporti familiari della donna.
Approfondisci
SEZZE | Scuole chiuse per l’interruzione idrica: firmata l’ordinanza del sindaco
ROMA | Donna di 73 anni travolta e uccisa da un’auto in viale dei Colli Portuensi
MINTURNO | Non si ferma all’alt e fugge: 20enne denunciato dopo un inseguimento e un incidente
I due arresti sono stati effettuati all’alba dalla Squadra Mobile, proprio ad Anzio. L’inchiesta è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Velletri. La donna era stata ritrovata dagli operatori del cimitero alle 15,30 circa dopo aver subito il furto della della borsa, dei gioielli e dell’auto. E’ rimasta per quasi 4 ore occultata all’interno di una cappella al cimitero. Appena ritrovata è stata soccorsa e portata in stato di choc al Pronto soccorso. Allo stesso tempo le indagini non si sono interrotte dopo il fermo dei due sospettati, ma mirano ad individuare altre persone coinvolte in quella che non sembra essere stata solo una semplice rapina. La Polizia come detto non crede molto alla rapina, poi inscenata, ma più all’ipotesi di un tentato rapimento non andato a buon fine, probabilmente a causa delle tante persone presenti al cimitero che hanno reso impossibile il trasporto della donna legata in auto.




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.