Dal 24 novembre 2023 ad Anagni, il Comune ospita la personale di Germana Brizio “Donna Storia Mito” pittura disegno arte contemporanea. L’esposizione è visitabile nello spazio espositivo della Casa della Cultura a Palazzo Bacchetti ed è curata da Fabio D’Achille. Il curatore di Latina organizza la mostra dell’artista pugliese con MAD Museo d’Arte Diffusa e MadXI Museo Contemporaneo in sinergia con l’Assessorato alla Cultura delComune di Anagni e Provincia Creativa di Frosinone. L’evento è stato inaugurato il 24 novembre è dedicato alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il contenitore ha visto come ulteriore momento creativo musicale il breve concerto di chitarra classica del Maestro Stefano Spallotta che ha performato dopo gli interventi istituzionali dell’Avv. Daniele Natalia Sindaco di Anagni, del Dott. Carlo Marino Assessore alla Cultura e al Turismo, Prof. Biagio Rene Cacciola e Luigi Vacana di Provincia Creativa e infine della Dr.ssa Maria Teresa Leoni. La mostra resterà aperta al pubblico dal 25 novembre all’8 dicembre tutti i giorni dalle 9:00 alle 14:00 e durante le aperture delle attività culturali e ricreative del Palazzo della Cultura recentemente restaurato e riaperto al pubblico.
Germana Brizio durante il suo percorso artistico, nel tentativo di comunicare le problematiche che affliggono il mondo femminile, e l’incapacità umana di proteggere la Natura, si è espressa creativamente attraverso varie tecniche, come la pittura ad olio, l’incisione ad acquaforte, disegno, scultura e installazioni. In questa esposizione sono presenti diversi disegni realizzati direttamente con la penna biro, in una sorta di sfida senza ritorno che diventa traccia indelebile di un pensiero e di una visione mentale. A questo periodo appartengono i volti di donne come la “Pulzella di Orlean”, una donna ancora ragazza che con coraggio e forza affronta da combattente un destino che si compie ineluttabilmente. I miti, la bellezza e l’armonia della civiltà greca, hanno fatto parte del suo vissuto, per il territorio natio (la Puglia) da cui ha assorbito le testimonianze, che ancora oggi affiorano dal territorio della Magna Grecia. E con questo spirito anelante alla bellezza che ha interpretato Artemis, dea sovrana degli animali, che evitava la città e gli uomini e viveva nei boschi; la mitologia la vede legata alle donne e alla luna, l’ha raffigurata con una rondine in seno, protetta per le primavere che verranno (è l’immagine portante della mostra). Altra figura di donna mitologica che ho rappresentato è Clori, raffigurata con una espressione adirata nell’atto di far uscire dalla bocca fiori, boccioli di rosa, riluttante a seminare la nuova primavera che Zefiro dovrà elargire ad una umanità sempre meno riconoscente. E con questo spirito critico e personale che ha rivisitato le figure di donne come Myrsine, con la corona di mirto oppure Ipazia. Volti tra storia e mito, accostati a pitture ad olio su tela con grandi fiori di dalia, simbolo di riconoscenza, di dignità e regalità.
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