“Sicuramente l’argomento è uno di quelli che ha più catalizzato l’attenzione mediatica di questo caldo mese di agosto” afferma Andrea Ragusa, esponente del Movimento 5 Stelle, parlando della vicenda che in questo periodo sta interessando lo stadio Quinto Ricci di Aprilia.
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“In merito mi sento di dire che quanto contestato al concessionario non mi sorprende affatto, come non mi sorprende che sulla questione sembrino esserci state inerzia, passività e tolleranza da parte della precedente amministrazione. Già dalle mie prime richieste di accesso agli atti nel 2019 avevo capito che relativamente allo stadio c’era qualcosa di anomalo ed avevo segnalato che nell’atto di concessione era richiesto al concessionario un canone di 2.500 € annuali, contrariamente ai 2.500 € mensili previsti dalla specifica delibera di Consiglio comunale. Ho segnalato anche che bisognava recuperare la differenza di circa 40.000 € (somma dei canoni mensili non incassati dall’Ente dalla data del 1° atto di concessione alla data del secondo), ma forse è stato fatto poco o nulla per recuperare tale somma e sicuramente non mi è stato dato il richiesto atto di messa in mora che dovrebbe essere stato inviato al concessionario con la richiesta del pagamento della somma relativa ai canoni non versati. L’atto di concessione firmato il 27/9/2019, con la corretta indicazione del canone, avrebbe dovuto riportare la stessa data di scadenza del precedente, sottoscritto il 30/3/2018 con validità di 5 anni, visto che il riferimento alla richiesta di proroga inviata dal concessionario era il medesimo e che la seconda versione dell’atto era una prevista sostituzione del precedente, ma unicamente nella parte relativa all’importo del canone ed al nome della Società, che nel frattempo era cambiato. Se si fosse mantenuta la prevista data di scadenza del 29/3/2023, come sarebbe dovuto essere, e non fatti decorrere nuovamente i 5 anni dalla data in cui è stato rifirmato il contratto (nuova scadenza 26/9/2024) tutte le complicazioni relative alla gestione dello stadio probabilmente non ci sarebbero state”.




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