“Eccellenza le scrivo per avanzare una richiesta totalmente opposta a quelle di cui ha l’abitudine di ricevere. Io vivo nella ridente Sezze e nel preciso, sulla via Archi San Lidano (strada provinciale). La presente a chiederle di far rimuovere la segnaletica stradale sia verticale che orizzontale, soprattutto quelle attinenti alla velocità, divieto di sorpasso e soprattutto il divieto del transito ai mezzi con portata superiore a 3,5 tonnellate. Purtroppo, seppur esistente ma mal manutenuta, essa non serve a nulla, anche perché è cosa rarissima vedere una qualsivoglia pattuglia di una qualsiasi rispettabile Autorità di P.G., vigilare e reprimere le migliaia di indisciplinati che percorrono tale strada”. Ancora una volta l’ex consigliere Reginaldi torna a parlare di una tematica a lui molto cara rivolgendosi al Prefetto di Latina, Maurizio Falco, usando i consueti toni ironici e pittoreschi che contraddistinguono la sua persona.
“Al mattino presto uscire di casa ed immettersi sulla citata via, è come giuocare alla roulette russa, il segno della croce è d’obbligo soprattutto quando il malcapitato ha come veicolo una Ape Piaggio (tre ruote) oppure un trattore agricolo. I veicoli che sopraggiungono a velocità da pista potrebbero letteralmente “sfondarti”. Il rischio maggiore lo corrono le mamme che portano i loro bimbi a scuola ma soprattutto le decine di operai, per lo più braccianti agricoli tutti stranieri che, ancora prima dell’alba, senza nessun dispositivo luminoso o gilet catarifrangente, raggiungono in bici i vari campi agricoli per affrontare la giornata di duro lavoro”. Tutto questo accade in situazioni di estrema pericolosità che si verificano non solo di giorno ma anche nelle ore notturne come afferma lo stesso Reginaldi: “Nulla è al confronto della sera o notte specie nei venerdì e sabato dove passano a velocità che sfiorano i 200 km/h. Come lei saprà, su questa triste via, benché porti il nome di un Santo, si contano decine di vittime da incidenti mortali. Riguardo gli autocarri superiori a 3,5 tonnellate non solo si fanno beffa del divieto di transito nonché del cartello ove c’è scritto chiaramente a caratteri cubitali ” traffico interdetto” ai camion, ma la percorrono alla massima velocità cioè 90/100 km/h. Perfino autobus trasporto pubblico la percorrono a velocità che superano del doppio da quello consentito e cioè 50 km/h. Considerato quanto sopra, trovo più che opportuno avanzare tale richiesta, affinché oltre al rischio quotidiano di morire uccisi, ne segua la beffa. La segnaletica stradale non serve a nulla perché nessuno, o la stragrande maggioranza, la rispetta e peggio, nessuno che la fa rispettare”.
“Sono certo che la presente la colpirà – conclude Reginaldi – mi auguro in una reazione positiva per porvi rimedio o quantomeno tentare. Ringraziando anticipatamente per quanto la S.V. illustrissima potrà alla mia richiesta, voglio porgere i miei più cordiali e sinceri saluti”.




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