Il Vangelo secondo Antonio Rezza, già Leone d’oro per il teatro: un film comico, satirico, tragico, religioso sarà proiettato a Latina sabato 6 maggio 2023 alle ore 21:00 al Multisala Oxer con l’autore in sala in collaborazione con MAD Museo d’arte Diffusa, MadXI Museo Contemporaneo e Circolo H. Ingresso € 7 (5€ ridotto over 65 e 6€ studenti) prevendite online sul sito internet http://www.multisalaoxer.it ma anche al botteghino del multisala di Viale P.L.Nervi
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VANGELO ATEO
L’approccio alla figura del Nazareno è estremamente rispettoso. Il figlio di Dio non dice una parola, non si rapporta all’uomo che gli è inferiore, comunica solamente attraverso urla devastanti, perdizione dell’orecchio umano, che conducono le orecchie dell’uomo alla dannazione eterna. Un ruolo centrale è affidato alla Madonna, che segue il figlio durante la sofferenza terrena.
Il Nazareno ci appare spesso urlante e trasversale, riverso sulle ginocchia di Maria che lo sostiene malinconica. Un Cristo iconograficamente già morto, che assale la vita e si smarrisce, che fa miracoli con la sola forza della disperazione: abbiamo l’uomo comune che si contorce sotto il peso della deformazione fisica e della tradizione, e un Cristo che lo guarisce senza toccarlo, con appena l’assillo delle urla rivolte al Padre Eterno che gravita nei cieli. (My Movies)
Dopo il passaggio al Torino film festival, è un film disperato, che travalica le questioni di potere, religione e divino per farsi istantanea di una solitudine universale. Il Messia crocifisso da neonato per mano del padre che martella i chiodi di persona sulle tavole di legno, con cui si chiude Il Cristo in gola, è una delle immagini più potenti di tutto il cinema di Antonio Rezza (qui per la prima volta senza Flavia Mastrella al fianco, ma con lo stesso bianco e nero dei loro corti del periodo Ottimismo Democratico), e chiarisce in maniera decisa come uno dei temi […] (Sergio Sozzo, Sentieri Servaggi). Tff40 – l’innato dolore e l’impossibile missione di salvezza in il cristo in gola di Antonio Rezza
“Il Cristo in gola di Antonio Rezza, si colloca esattamente in quello spazio possibile e ancora non del tutto riempito che esiste tra la rabbia evangelico-politica di Pier Paolo Pasolini e l’immanenza cristologica della demitizzazione laico-religiosa di Ciprì e Maresco dell’indimenticabile epoca di Cinico TV. Da entrambi i film Antonio Rezza mutua qualcosa per realizzare questo suo laborioso lavoro di messa in scena, questo altrettanto elaborato lavoro di scrittura attorno alla figura del Cristo. […] (Tonino De Pace, Sentieri Selvaggi).






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