Apprendiamo dall’edizione odierna della Repubblica che Dino Iavarone, candidato al Consiglio Comunale
nella lista di Fratelli d’Italia, sta facendo un uso elettoralistico di una piattaforma di comunicazione digitale
interna dell’istituto Vittorio Veneto – di cui è Vicepreside – predisponendo banner che invitano a votarlo.
Oltre a questo, c’è l’aggravante di aver autorizzato tale utilizzo improprio anche per favorire pubblicità
elettorale a terzi: Claudio Di Matteo, candidato nella lista civica Celentano Sindaco.
Dispiace dover constatare che, ancora una volta, Latina debba balzare alle cronache nazionali per episodi
tanto disdicevoli. Non vogliamo più che la città debba essere nota per queste vicende. C’è una parte politica
che non perde occasione per coprire di imbarazzo il nome della nostra città e quanto fatto da Dino Iavarone,
che peraltro ricopre un ruolo di dirigenza all’interno dell’istituto Vittorio Veneto, rischia di diventare un
campanello d’allarme del modo in cui si aspira a governare: con opacità e agendo tra i cavilli delle regole e
delle leggi con l’intento di bypassarle.
Auspichiamo un intervento della Digos e che il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, decida di
disporre accertamenti. La scuola è luogo sì di confronto animato ed appassionato, anche politico e civico
perché no, ma non è e non può essere mai luogo di propaganda politica. Dino Iavarone ha fatto uso
personalistico di un mezzo comune e condanniamo fortemente questo episodio.
Così in una nota le liste della coalizione progressista, Lbc, M5S, Pd e Per Latina 2032.




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