Sono enormi i disagi che ha vissuto, e sta ancora vivendo in queste ore, parte della cittadinanza di Roccagorga, alle prese con evidenti problemi nell’approvvigionamento idrico. Tutto è iniziato nella mattinata di sabato scorso quando, all’improvviso, i residenti di località Prati si sono trovati con i rubinetti a secco. Immediato, come prassi, è arrivato l’sms di Acqualatina, società che gestisce il servizio idrico integrato, nel quale si spiegava come il regolare flusso sarebbe tornato alla normalità a distanza di qualche ora. Superato il primo momento di disagio, quindi, la cittadinanza ha aspettato con ansia. Ma le speranze si sono spente molto presto, con un altro messaggio nel quale si parlava di ripristino alle ore 16.
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Qualche ora dopo, quando ormai tutti avevano compreso la gravità del problema, ne arrivava un altro nel quale si parlava di lavori che si sarebbero svolti la notte tra sabato e domenica e quella tra domenica e lunedì. Interruzioni notturne che però avrebbero permesso agli utenti di fare il carico di acqua per le emergenze e di far riempire i serbatoi. Tutto nei sogni e nella fervida immaginazione del gestore, perché l’acqua non solo sabato pomeriggio non è tornata, ma non è tornata nemmeno nella giornata di domenica e, qui sta veramente lo scandalo, nella zona dei Prati (che viene coperta da un apposito serbatoio e non dalla fonte di S.Erasmo, come il centro cittadino) nemmeno questa mattina. I rubinetti continuano a restare incredibilmente a secco e dagli impianti non viene restituito nemmeno il rumore dell’acqua che a fatica si sta muovendo al suo interno. Chiaro segnale, quest’ultimo, che nemmeno si è provato a rimandare l’acqua.
Tante, tantissime, le segnalazioni pervenute al numero verde della società che gestisce il servizio idrico integrato, i cui operatori sono sembrati completamente impreparati rispetto alle domande degli utenti e, soprattutto, ai tempi tecnici che occorreranno per risolvere questo evidente disservizio, che ha tenuto e tiene da 48 ore mezza città in uno stato paradossale. A parziale giustificazione, la stessa società ha messo a disposizione due autobotti (una in piazza VI gennaio, l’altra in località Caseine), ma il silenzio e l’imbarazzo degli operatori fa comprendere con quanta superficialità si sia affrontato un problema, magari complicato, ma che sicuramente evidenzia i limiti nella gestione delle emergenze da parte di una azienda che non sembra interessata a risolverle.




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