In occasione della Giornata della Memoria l’artista Maria Giuseppina Campagna realizza un’installazione temporanea a Ferro Di Cavallo, per non dimenticare una delle pagine più buie dell’umanità, una discesa negli abissi che gli stessi sopravvissuti fanno fatica a raccontare. Un’occasione di sintesi di linguaggi e mezzi espressivi diversi costituita da vari elementi e oggetti disposti in uno spazio con materiali grezzi e manipolati. “Quest’anno ho voluto riproporre – afferma l’artista – il film “Schindler’s List” e dare a quest’installazione un titolo “Se è una bambina”, raffigurante la bambina col cappotto rosso immagine simbolo del capolavoro di Steven Spielberg sulla Shoah. Dopo aver visto uno dei film che meglio ha rappresentato alcuni eventi durante l’olocausto nazista, “Schindler’s List” è ancora presente e vivo negli occhi di molti, come lo è il significato della bambina con il cappotto rosso. In questa installazione ho voluto sottolineare la speranza e l’umanità che possono contrastare e risorgere anche nelle più atroci delle verità”.
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Quei fatti, ad oggi, vengono vissuti come un evento di massa che ha colpito un’intera popolazione, ma il messaggio che Spielberg volle trasmettere, evidenziando la bambina con il cappotto di colore rosso, è che singolarmente, ognuna di quelle persone, ha sofferto e sopportato sulla propria pelle quanto accaduto, individualmente, in modo personale, consumate dalle atrocità o spente da quanto accaduto, cambiando per sempre la vita di chi vi è sopravvissuto. Un evento così “disumano” che dovrebbe far riflettere intere generazioni, tanto da poter cambiare la vita di qualsiasi uomo o donna. L’artista non vuole solamente portare alla luce un fatto realmente accaduto, ma farci rimanere impresso qualcosa che è doveroso ricordare, tramandare, spiegare e insegnare… che non deve essere mai dimenticato. L’installazione, patrocinata dal Comune di Sezze, si propone di onorare il ricordo di chi è stato privato della vita con l’obbiettivo di far giungere il messaggio anche ai più giovani. “Voglio ringraziare – conclude l’artista – l’amministrazione comunale per avermi dato la possibilità di realizzare l’installazione, il negozio “I Monelli Kids” di Sabaudia per avermi dato in prestito il manichino, Chiara Tumiatti per il cappotto, Martina Raponi per il prestito della valigia del nonno, il Maestro Antonio Belisari, Giuliano Reginaldi, presidente dell’Associazione “Amici di San Rocco” di Sezze, Antonio Panico e l’Industria Boschiva di Salvatore Venditti per i materiali grezzi”.











