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Attualità

CISTERNA, Shoah: il sindaco ha fatto visita al deportato 98enne Mario Ciavaglia

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2022 21:56
Francesca Leonoro Official Pubblicato 28 Gennaio 2022
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Cisterna non dimentica gli orrori della Seconda guerra mondiale. Per questo l’amministrazione comunale, pur volendo evitare situazioni di assembramento e limitare il rischio di contagio da Covid-19, ha inteso celebrare la ricorrenza internazionale della Giornata della Memoria con più iniziative.

Il sindaco Valentino Mantini, mercoledi pomeriggio, ha portato il saluto della comunità di Cisterna al 98enne deportato nei campi di concentramento Mario Ciavaglia e si è recato a casa sua, con indosso la fascia tricolore.

Mario Ciavaglia, come carabiniere si è trovato nei luoghi chiave della storia d’Italia della Seconda guerra mondiale. Dal bombardamento di Roma il 19 luglio del 1943, al servizio di guardia a Villa Badoglio all’indomani della caduta del fascismo, a Villa Savoia l’8 settembre quando il Re fuggì.

Il 7 ottobre del 1943 fu tra i carabinieri disarmati, imprigionati e deportati dai nazisti nel campo di smistamento dello Stalag XVIII-A, poi trasferito in Austria prima al campo di Klangefurt e, in seguito, a un tentativo di fuga fallito, al campo terminale di Selzthal. Dopo 18 mesi di prigionia come internato militare, affrontando un rigidissimo inverno come muratore e minatore, riuscì rocambolescamente a fuggire e a ritornare in Patria per riabbracciare la famiglia. Il 2 giugno 2015 ha ricevuto la Medaglia d’Onore della Repubblica, onorificenza dello Stato concessa ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. La sua storia è raccontata nel libro “Calce e Fiamma”, scritto da Mauro Nasi.

La scorsa mattina, il sindaco di Cisterna Valentino Mantini ha preso parte alla manifestazione organizzata dalla Prefettura, per rendere doveroso omaggio alle vittime dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Alla cerimonia, che si è svolta presso il parco San Marco di Latina, hanno preso parte le Autorità civili, militari e religiose della Provincia, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e una rappresentanza degli allievi del Liceo artistico di Latina che hanno realizzato il manifesto celebrativo dell’evento. La cerimonia ha visto la deposizione della Corona commemorativa, presso il monumento all’Inclusione inaugurato dal compianto David Sassoli nel 2019, e gli interventi del Prefetto di Latina Maurizio Falco, del sindaco di Latina Damiano Coletta e del Vicario Foraneo della diocesi di Latina don Giovanni Toni, in rappresentanza del Vescovo Mons. Mariano Crociata.

Il sindaco di Cisterna Valentino Mantini ha consegnato la Medaglia d’Onore, concessa con decreto del Presidente della Repubblica, a Pietro, figlio del cisternese Vito Mastrangelo, uno degli 8 cittadini pontini commemorati oggi, deportati ed internati nei lager nazisti e destinato al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Scomparso all’età di 91 anni, nella Seconda guerra mondiale Mastrangelo ha prestato servizio militare nel 32° battaglione fanteria, con cui ha combattuto in Grecia. Il 12 settembre 1943, tre giorni dopo la notizia dell’avvenuto armistizio, a Rodi, i soldati tedeschi lo disarmarono e insieme ad altri commilitoni lo trasferirono in treno in un campo di concentramento della Germania. Lì trascorse la sua prigionia come internato militare addetto al lavoro coatto come tornitore, patendo duramente la fame e il freddo. Quando gli americani liberarono il campo, trascorse circa 3 mesi con loro e, successivamente, fu trasferito a Verona e poi finalmente raggiunse la casa paterna a Borgo Flora dove ha vissuto con la famiglia, composta dalla moglie Giovanna De Santis e dai tre figli Pietro, Annamaria e Mauro, lavorando come muratore. Nel 1960 ha ricevuto la Medaglia di guerra al valor militare.

Le iniziative per celebrare la Memoria a Cisterna proseguono anche oggi con il conferimento, in Consiglio comunale, della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, ratificando la prima deliberazione della Giunta Mantini, e con il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, deportata all’età di 13 anni nel campo di Auschwitz e costretta ai lavori forzati presso una fabbrica di munizioni; fu tra i 25 bambini sopravvissuti dei 776 deportati in quel campo.

«La memoria è un antidoto contro l’indifferenza – ha commentato il sindaco di Cisterna Valentino Mantini – dobbiamo rievocarla sempre con chi viene dopo di noi, con i più giovani soprattutto, per non dare mai per scontati i valori fondanti della nostra società, come la democrazia e la libertà. Con questa dignità e con lo spirito dei fratelli, abbiamo il compito di puntare alla costruzione di una società sana, in grado di creare gli anticorpi affinché le atrocità legate alla Shoah e allo sterminio nazista non si ripetano mai più».

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