Settecento anni fa, nel 1321, moriva Dante Alighieri. Per festeggiare il sommo poeta il Centro Studi San Carlo da Sezze, in collaborazione con il Conservatorio Corradini e il Centro Italiano Femminile, ha organizzato negli spazi espositivi del Museo Archeologico di Sezze la rassegna “In nome di Dante”. Si inizia venerdi 1 ottobre alle ore 17,00 con l’inaugurazione delle mostre Dante nell’Arte Contemporanea e da Una collezione privata. L’esposizione, articolata nelle tre sale del Museo, presenta una ventina di opere di altrettanti artisti contemporanei, diversi per generazioni e scelte espressive che hanno illustrato un canto della Divina Commedia. A seguire letture tratte dalla Divina Commedia e intermezzo musicale con i Maestri Andrea Gianolla al clarinetto e Roberto Cardinali alla chitarra.
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Altro appuntamento da non perdere sabato 9 ottobre: alle ore 10,00 Rino Caputo, professore di letteratura italiana (Università Tor Vergata, Roma) terrà una conferenza sul tema “Dante nostro contemporaneo: La pace al centro della Commedia”. Subito dopo la proiezione del cortometraggio di scene ispirate alla Divina Commedia a cura dell’Associazione Culturale I profeti della quinta, regia di Tommaso Rossi. All’ inaugurazione della manifestazione interverranno Ernesto Carlo Di Pastina, Presidente del Conservatorio Corradini, Natalina Delizia Lorefice, Presidente Centro Studi San Carlo da Sezze e Alessandra Galante, Presidente Centro Italiano Femminile. Presenta Jessica Palombi.
Gli artisti invitati alla rassegna: Cecilia Bossi, Maria Giuseppina Campagna, Paolo Cannucciari, Maria Ceccarelli (MAC), Paul De Haan, Marco Diaco, Paolo Derbio, Felixandro, Antonio Galeazzi (Agal), Giovanna Gallo, Maurizio Lupo, Sofia Nisticò, Beatrice Palazzetti, Maria Felice Petyx, Anna Salvati, Francesca Santarelli, Angela Scappaticci, Susy Senzacqua, Stefano Sorrentino e Anna Maria Tessaro. Alcune opere su carta, tra serigrafie, disegni e tecniche miste, di Nuccia Amato Mocchi, Salvatore Bedini, Remo Brindisi, Maurilio Cucinotta, Antonio Di Tommaso, Giovanni Fisco, Emilio Greco, Renato Guttuso, Umberto Mastroianni, Rosita Sfischio e Pino Spagnuolo, provengono da una collezione privata.




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