Ha fatto credere a due donne che i loro problemi erano stati causati da fatture ricevute, da iettature, dal “malocchio”, e che potevano essere risolti con riti magici e con la cartomanzia, tanto da riuscire a sottrarre alle stesse l’importante cifra di 33mila euro. Ma una delle due donne raggirate ha capito in tempo che qualcosa non andava ed è riuscita ad inchiodare alle sue responsabilità l’autrice dei fatti, una 46enne di Sezze, S.B. le sue iniziali, che ieri è stata condannata dal Giudice del Tribunale di Latina, Laura Morselli, a due anni e due mesi di reclusione per i reati di furto in appartamento e furto aggravato dall’ingente danno patrimoniale.
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I fatti risalgono al periodo compreso tra maggio e luglio 2018 quando una donna di Sezze, all’epoca dei fatti 47enne, si era rivolta alla fantomatica cartomante per risolvere alcuni problemi personali. La “maga” le aveva fatto credere che questi problemi fossero stati causati da una fattura nei suoi confronti e, dopo essersi fatta pagare 230 euro per leggerle le carte, le aveva proposto di risolverle definitivamente il problema “ripulendo” i preziosi che aveva in casa e che, stando sempre al ragionamento della fattucchiera, erano stati avvelenati dal malocchio e avrebbero addirittura condotto alla morte la madre della donna qualche tempo prima. La vittima si era fidata e le aveva aperto le porte di casa non accorgendosi che la stessa donna, ricevuti i preziosi (del valore di 30mila euro) per metterli in una scatola che poi sarebbe stata in quale modo “purificata” con un rituale della durata di circa 20 giorni, era riuscita a sostituirli con oggetti di bigiotteria.
Ad accorgersene non è stata la donna, ma una sua amica che aveva deciso di effettuare la stessa pratica rituale e alla quale la cartomante era riuscita a rubare solo un oggetto del valore di 3mila euro prima di essere scoperta. Da qui la denuncia e la ricerca dei preziosi da parte degli inquirenti, che però non sono riusciti a recuperarli. La 46enne ieri è stata condannata, mentre delle due vittime solo una, quella che ha subito il furto più ingente, difesa dall’avvocato Sinuhe Luccone, si è costituita parte civile.




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