Arrivano le prime ordinanze dalla sezione del Riesame del Tribunale di Roma, chiamata a decidere che tipo di misure cautelari adottare nei confronti degli arrestati dell’operazione Omnia 2, sui fatti accaduti ad inizio 2019 all’interno del cimitero di Sezze. Il primo a comparire davanti al giudice Maria Viscito è stato Maurizio Panfilio, arrestato lo scorso 18 marzo e fino a questa mattina detenuto all’interno del carcere di Lanciano, in provincia di Chieti. Difeso dal suo legale Renato Archidiacono, l’ex funzionario comunale da qualche anno in pensione ha ottenuto un alleggerimento della misura cautelare, con il giudice che ha stabilito che potrà tornare a casa ristretto al regime di arresti domiciliari, non potendo uscire senza autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria e non potendo avere contatti con altre persone diverse dai suoi conviventi.
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Lo stesso metro di giudizio è stato utilizzato nei confronti di Fausto Castaldi, l’ex custode del camposanto di Sezze che, difeso dal suo legale Antonio Orlacchio, ha ottenuto la misura degli arresti domiciliari e lascerà il carcere di Velletri per far ritorno a casa. Nella giornata di oggi sono stati analizzati anche i ricorsi di alcuni tra gli altri arrestati. Hanno ottenuto un alleggerimento dell’iniziale misura cautelare Antonio Castaldi, figlio del custode e titolare di un’impresa edile, Gianni e Giusino Cerilli, titolari di una delle agenzie funebri interessate dalle indagini e difesi dall’avvocato Italo Montini, Alfredo De Angelis e Fausto Perciballe. Per loro il giudice ha revocato la misura degli arresti domiciliari vietando, però, di esercitare la loro professione per un anno, così come la stessa misura è stata adottata nei confronti del titolare della terza agenzia funebre di Sezze, Gianluca Ciarlo.




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