Una tappa importante quella di domani 7 ottobre per Federico Vergari e il suo “Vittorie imperfette”, il libro edito dalla casa editrice LabDFG (www.labdfg.it) ospitati presso il Centro Paideia di Torino, a partire dalle ore 18:00. L’evento è organizzato con la preziosa collaborazione del Centro Paideia e del Comitato Italiano Paralimpico, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. Oltre all’autore interverranno durante la presentazione anche Silvia Bruno, Presidente Comitato Regionale Piemonte del Comitato Paralimpico italiano, Fabrizio Serra, Direttore Fondazione Paideia, Marco Dolfin, nuotatore italiano e protagonista di una “Vittoria imperfetta”, Giovanni Di Giorgi, Direttore editoriale di LabDFG. L’incontro sarà moderato dal Vicedirettore del Salone Internazionale del libro di Torino Marco Pautasso.
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«Vittorie imperfette racconta momenti di vita di grandi atleti» – ha detto Silvia Bruno – «se come rappresentante del Comitato Paralimpico mi fa molto piacere che si sia voluto includere anche atleti con disabilità, in veste di Presidente del CIP Piemonte non posso che essere felice che fra questi sia presente anche il “nostro” Marco Dolfin, ottimo esempio di persona che ha saputo reinventare la propria vita». Centrando in pieno il significato del libro, la Presidente del CIP Piemonte ha poi continuato: «Si dice spesso che gli atleti paralimpici siano degli esempi, a volte si usa anche – eccedendo un po’ nella retorica – il termine eroi. Molto più semplicemente, si tratta di persone che hanno dovuto affrontare un destino non comune uscendone con le proprie forze, da vincitori sì, ma senza cercare la perfezione, che non è fra le cose di questo mondo».
Federico Vergari si dice orgoglioso di poter presentare il suo libro a Torino, soprattutto in un luogo così importante come il Centro Paideia: «Sono legato a questa città da un doppio vincolo. Da un lato c’è il lavoro e la collaborazione con il Salone del libro di Torino, dall’altro ci sono amici che non vedo l’ora di incontrare dopo questi mesi così faticosi. Sarà un onore e un privilegio poter raccontare il mio lavoro e incontrare finalmente di persona Marco Dolfin, protagonista di una delle storie del libro a cui sono più legato».




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