Da lunedì 28 la cappella dell’ospedale civile “S. Maria Goretti” di Latina non sarà accessibile al culto per alcuni giorni.
Con l’autorizzazione del vescovo Mariano Crociata l’aula liturgica è stata messa a disposizione della Direzione del presidio ospedaliero, che a sua volta la utilizzerà nei suoi piani di gestione dei pazienti, considerando che la struttura è sede del Pronto Soccorso e che allo stesso tempo è diventata “ospedale Covid”. Il tabernacolo e gli arredi sacri sono stati trasferiti in altro luogo degno e idoneo allo scopo. In ogni caso, non viene meno la vicinanza ai malati e al personale ospedaliero, verso cui è confermato e continua il servizio dell’assistenza spirituale assicurato dal cappellano e da eventuali collaboratori pastorali.
Gli stessi parenti dei ricoverati potranno rivolgersi con fiducia al cappellano, anche attraverso lo stesso personale del reparto.
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La chiesa diocesana di Latina riconosce l’impegno gravoso dell’organizzazione sanitaria pontina nell’assicurare ai pazienti quell’assistenza che sia clinicamente qualificata e che rispetti la loro dignità umana. Per questo esprime gratitudine al personale sanitario e tecnico-amministrativo chiamato a gestire questa emergenza. La decisione di autorizzare l’uso della cappella è anche un modo concreto di collaborare, secondo la propria disponibilità, a favore del bene delle persone in un momento storico segnato dalla pandemia da coronavirus, e di farlo con quella stessa sollecitudine che Gesù aveva per i malati che incontrava, così come la stessa Chiesa nel corso dei secoli. Mai come in questi momenti è utile richiamare il senso di responsabilità personale, anche accettando sacrifici che senz’altro mettono a dura prova la vita quotidiana di ciascuno di noi. In questo modo può diventare fruttuosa la ricerca – ciascuno per le proprie responsabilità e competenze – di quella via giusta per raggiungere l’obiettivo fondamentale della sicurezza e della tutela della salute delle persone.




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