Giovani democratici di Latina e Movimento giovanile della sinistra Latina, organizzazione giovanile di LeU – Articolo1, motore della politica in vista delle elezioni amministrative del 2021. Sono loro a prendere la parola puntando a costruire un’assemblea pubblica per la città di domani.
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“Il dibattito politico cittadino è piegato su sé stesso, autoreferenziale e spesso dimostra una distanza siderale dai processi reali. Alla dimensione sui generis dei comunicati e della dialettica tra nomenclature abbiamo spesso privilegiato la via dei processi materiali: riunioni, assemblee, piazze (quando possibile), e comunque – spiegano – percorsi di elaborazione e di produzione “dal basso”. Non si è mai trattato di superiorità presunta o declamata, quanto di riconoscere le difficoltà legittime che pezzi di generazioni, le nostre, quelle che dovremmo rappresentare, spesso incontrano approcciandosi al dibattito politico odierno, i cui codici risultano talvolta di difficile comprensione”.
Una prova di maturità a fronte della confusione a tratti ingenerata da fughe in avanti, da parte di alcuni pezzi del Pd, ed altrettanto rapide ritirate.
“Le nostre comunità giovanili diffuse nate in questi anni, sono comunità vive che, lo diciamo con umiltà, vogliono dare tanto alla città e si impegnano per farlo sia in politica che con processi di cittadinanza attiva. In queste settimane abbiamo preferito non aggiungerci alle tante dichiarazioni che si sono susseguite sulla questione delle alleanze tra le forze del centro-sinistra; crediamo però sia ora giunto il momento di avanzare una proposta semplice: se vogliamo davvero provare a dialogare, abbiamo bisogno di maggior coraggio e di procedere in maniera più marcata, collettiva e aperta non solo alle forze politiche”. Da qui l’invito, rivolto a tutte le forze di questo campo, il sindaco e la forza di governo di questa città, ai rispettivi partiti, le tante parti e realtà sociali ancora escluse da questo dibattito.
“Ma anche ai cittadini interessati a costruire, a partire dai prossimi giorni, un momento assembleare aperto e pubblico (chiaramente nel rispetto delle normative vigenti), per tentare di dare una base materiale e collettiva – concludono – ad un dibattito che fa fatica a trovare una propria dimensione. Prima ancora dei tatticismi, dei quotidiani, delle interviste, dei tavoli, rivendichiamo la centralità dell’incontro, dell’analisi e della pubblicizzazione e della condivisione dei processi come metodo dell’agire politico che, specie a sinistra, dovrebbe essere una dimensione naturale. Da questo punto di vista ci sarà tutto il nostro impegno”.




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