Si tornerà in aula il 28 maggio prossimo, davanti ai giudici della Corte d’Appello, per un altro capitolo della lunga querelle che da anni coinvolge il Comune di Sezze e la A&G, la società toscana inizialmente incaricata di redigere un database degli immobili presenti sul territorio setino che avrebbe permesso all’ente di avere un quadro più chiaro della situazione e dato una sferzata alla lotta contro l’evasione fiscale. L’accordo iniziale tra l’ente e la società con sede a Lucca stabiliva come quest’ultima si sarebbe occupata di redigere un database aggiornato, che avrebbe permesso al Comune di poter avere “armi” a disposizione per far pagare il giusto a tutti, soprattutto in termini di tributi locali. Lo stesso accordo, stabilito su chiamata diretta perché inferiore alla somma di 40mila euro, metteva la società nella condizione di percepire 38mila euro dopo la consegna del materiale.
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Ma la stessa società, autorizzata anche alla riscossione, aveva fatto dei calcoli differenti, chiedendo al Comune che gli venissero riconosciuti gli aggi di quanto percepito. Una somma altissima che l’ente aveva rifiutato di riconoscere perché non contenuta all’interno del contratto. In quella situazione le allora opposizioni consiliari (composte da Lidano Zarra, Serafino Di Palma, Antonia Brandolini e Roberto Reginaldi) diedero addirittura vita ad una settimana di occupazione del palazzo comunale, in aperto contrasto con le decisioni del Comune di assegnare quell’incarico alla A&G. Il rischio che l’ente correva era quello di dover risarcire la società con un importo che superava addirittura i 4,2 milioni di euro. Infruttiferi anche i tentativi di conciliazione tra le parti ed inevitabile la causa in tribunale, che lo scorso 27 giugno ha riconosciuto alla A&G il diritto di ottenere i 38mila euro stabiliti dal contratto, ma ha rigettato le ulteriori richieste milionarie da parte della società nei confronti del Comune.
Contro quella sentenza, però, la stessa A&G si è mossa, impugnandola e ottenendo che in Corte d’Appello si torni a parlare dell’annosa questione. L’udienza, crisi sanitaria premettendo, è stata fissata per il prossimo 28 maggio e il Comune nei giorni scorsi ha disposto che il legale che ne difenderà ancora gli interessi sarà Domenico Bianchi, l’avvocato che ha seguito l’intero procedimento già dalle fasi di conciliazione tra società ed ente pubblico. Per l’incarico il legale percepirà la somma di 26mila euro, contenuta in un preventivo di spesa che il Comune ha ritenuto congruo.






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