Sebbene l’ultimo consiglio comunale sia stato realizzato sfruttando al meglio la tecnologia, un consiglio che era arrivato nelle scorse settimane da Antonietta Pagani, psicologa e da anni impegnata in prima persona nella vita politica cittadina, è stato completamente ignorato. A sottolinearlo, non nascondendo la propria delusione, è stata la stessa Antonietta Pagani, che in una nota ha spiegato:
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“La mia richiesta, protocollata lo scorso 28 aprile, per l’attivazione WiFi o reti smart-digitali è stata completamente ignorata e sottovalutata, come se smartworking e home-office non servissero a nulla. Forse sfugge anche che il consiglio comunale si è potuto tenere grazie alla rete e banda-larga e si continua a non comprendere che queste tecnologie sono il futuro per commercio, il lavoro, la didattica e la comunicazione per tutti. Non capire ciò – ha spiegato la Pagani – vuol dire essere indietro e non al passo con i tempi. Torno quindi a ribadire come trovo indispensabile pensare a dei progetti pilota localizzati, magari a Sermoneta scalo, Doganella ed anche nel centro storico, per venire così incontro alle esigenze informatiche dei cittadini e loro famiglie. Credo – ha concluso la stessa Pagani sottolineando come le innovazioni potrebbero portare benefici rispetto alle iniziative che la stessa maggioranza ha deciso di realizzare – che sia il momento giusto per farlo. Questa amministrazione ha tanto favoleggiato la smart-city Sermoneta in campagna elettorale ed ora sembra che la città-smart, se la vogliamo, ce la dobbiamo pagare da soli”.






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