E’ stata presentata all’attenzione del presidente del consiglio comunale di Roccagorga, Maurizio Fusco, la richiesta della convocazione di un consiglio comunale ad hoc per discutere circa la situazione che da diversi mesi sta vivendo l’azienda speciale “Vola”, alle prese con oggettivi problemi sui quali le stesse minoranze avevano da mesi chiesto un confronto, arrivando anche a sperare che si potesse costituire una commissione consiliare specifica per ragionare sul futuro della società. La maggioranza, dal canto suo, aveva deciso di tirar dritto, nominando i componenti del consiglio di amministrazione e un nuovo direttore. Ma le cose, stando a quanto sarebbe filtrato nel palazzo, non si sarebbero risolte e adesso, secondo i capigruppo Sante Tullio (Partito Democratrico) e Gianluca Frateschi (Uniti per Roccagorga) è arrivato il tempo di parlarne chiaramente nella massima assise cittadina.
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A sostegno delle tesi dei due esponenti di opposizione e della necessità di un confronto tra le parti, è arrivata anche quella parte della ex maggioranza che oggi siede tra i banchi delle minoranze, quella composta dalla Lega con Maurizio Fusco e da Forza Italia con Lubiana Restaini. Entrambi, infatti, hanno sostenuto la richiesta delle forze di centrosinistra chiedendo anch’essi la convocazione del consiglio e promettendo che in occasione della stessa riunione proporranno alcune mozioni che si spera spingano l’attuale maggioranza, al timone della città da ormai un anno, a rendere conto alla cittadinanza di quanto sta accadendo, a spegnere le voci che parlano di una società ormai al limite e, soprattutto, a far comprendere che tipo di linea politica si vuole seguire per attuare quel rilancio tanto sostenuto in campagna elettorale e che ancora non viene messo in pratica.
I primi malumori erano sorti proprio a ridosso della tornata elettorale che aveva visto imporsi nettamente la coalizione di “Tradizione e Futuro” a sostegno di Nancy Piccaro. Qualche mese dopo l’insediamento della nuova maggioranza, infatti, era diventata di dominio pubblico una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate di Latina con la quale si intimava l’azienda a pagare un totale di 110.740,16 euro per mancato versamento di tributi pregressi. Inevitabile, a quel punto, una sorta di scarico delle responsabilità che la nuova maggioranza aveva imputato alla precedente. Il tentativo di far rientrare l’emergenza era stato quello di dare vita al nuova cda, ma anche questa azione sembra non aver sortito gli effetti sperati.






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