La giunta comunale di Sezze ha approvato, nel corso di una recente riunione, il piano triennale delle “Azioni Positive”, strumento che tende ad assicurare la rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne. Il piano, fra l’altro, al fine di promuovere l’inserimento delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate, favorisce il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche ove sussiste un divario fra generi non inferiori a due terzi.
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Il Comune di Sezze, consapevole dell’importanza di uno strumento finalizzato all’attuazione delle leggi di pari opportunità, ha quindi deciso di armonizzare la propria attività al perseguimento e all’applicazione del diritto di uomini e donne allo stesso trattamento in materia di lavoro, anche al fine di migliorare, nel rispetto del contratto collettivo nazionale e della normativa vigente, i rapporti con il personale dipendente e con i cittadini. Quella dell’approvazione del piano è stata anche l’occasione buona per ragionare sull’organigramma del Comune, che al 31 dicembre 2019 presentava una situazione del personale dipendente in servizio a tempo indeterminato di 76 dipendenti, 29 donne e 47 uomini, con le prime superiori ai secondi nel settore II servizi Economico- Finanziari e Culturali, nel settore IV Servizio al Cittadino, nel settore VII servizi di Gestione del Patrimoni (occupato solo da donne) e nel settore IX Servizi Sociali. Numeri che spingeranno l’amministrazione a migliorarsi ulteriormente.
Tra gli obiettivi prefissati quello di garantire la parità in ordine alla formazione del personale e alle modalità organizzative del lavoro con riferimento alla strutturazione dell’orario, oltre a garantire condizioni di pari opportunità per tutto il personale dell’ente e favorire la conciliazione tra responsabilità professionali e familiari, ponendo al centro dell’attenzione la persona e contemperando le esigenze dell’organizzazione con quelle delle lavoratrici e dei lavoratori. L’esecutivo, approvando l’atto, ha anche stabilito che in tutte le commissioni esaminatrici dei concorsi e delle selezioni sarà riservata alle donne la partecipazione in misura pari ad un terzo, salva motivata impossibilità.






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