In questi giorni di lockdown, la Camera di Commercio di Latina ha continuato a svolgere, con diverse modalità organizzative interne, le proprie funzioni, proseguendo ad erogare numerosi servizi, attraverso un unico centro dati e un unico sistema operativo di back office, di piattaforme e di front end, con uno sguardo anche a quello che servirà all’economia per rilanciare le attività economiche, superato l’attuale momento critico.
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La Camera di Commercio è tuttora parte attiva presso la Prefettura, oltre che per rappresentare l’attuale scenario economico-imprenditoriale del territorio, anche nell’ambito delle procedure autorizzative che, in deroga al Decreto del 22 marzo u.s. il cosiddetto “Chiudi Italia”, hanno permesso a molte aziende di filiere o interconnesse di poter dare continuità alla propria attività, nonché presso la Regione Lazio nella predisposizione delle linee guida necessarie per l’avvio della Fase 2, con l’obiettivo di fornire indicazioni che serviranno ad accompagnare il ritorno alla normalità.
«Anche in questa fase così delicata, la Camera di Commercio di Latina, nell’attesa del previsto accorpamento con la consorella di Frosinone, è al supporto delle imprese – spiega il Commissario straordinario dell’ente di via Umberto I, Mauro Zappia – e quando progressivamente lasceremo alle spalle l’emergenza coronavirus, si potrà guardare al futuro con più serenità. L’Ente che rappresento, in sinergia con il sistema associativo, non farà certamente mancare il proprio concreto sostegno al sistema alle imprese della provincia di Latina per ritornare ad essere più competitive di prima”. Secondo i dati forniti da Unioncamere relativi ai primi tre mesi del 2020 si è riscontrato in Italia un calo di quasi 30mila imprese (21mila lo erano state nel 2019). Il bilancio della nati-mortalità delle imprese a livello nazionale tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l’economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente.




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