“Apprezziamo lo sforzo del governo, una iniezione di 3 miliardi di euro, una cura per le città. Ma queste risorse rischiano di essere insufficienti rispetto al calo delle entrate che noi sindaci stimiamo in circa 5 miliardi di euro. Pur, quindi, riconoscendo un significativo sforzo, abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo di monitoraggio per tenere sotto controllo le perdite dei Comuni che dipenderanno dai tempi del lockdown”.
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Così il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine del vertice con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al quale ha partecipato anche l’Upi, con il suo presidente Michele de Pascale. “Le parole del presidente Decaro rappresentano “il grido di aiuto” verso il Governo di tutti i Comuni che stanno vivendo un momento di grande difficoltà finanziaria e socio-economica ma – spiega il consigliere dell’Anci, Lubiana Restaini – anche un monito per tutte le pubbliche amministrazioni locali a lavorare con responsabilità e competenza nell’attivazione di tutte le procedure possibili per fronteggiare l’emergenza”.
I bilanci comunali, quindi, se già approvati devono essere rivisti o redatti “ex-novo” alla luce della drastica riduzione delle “entrate” legate alla corretta applicazione della fiscalità locale. La maggior parte dei Comuni non può contare su una macchina amministrativa che ha la capacità di progettare una qualsiasi soluzione, lacuna generata per mancanza di professionalità, per evidenti mancanze di risorse economiche e per evidenti mancanze di linee politiche.
“Per sopperire a tale mancanza un aiuto concreto ai Comuni potrebbe venire dal mondo imprenditoriale di aziende ad alto valore tecnologico che da sempre supportano la pubblica amministrazione in progetti complessi di gestione banche dati. Il mio ruolo di consigliere nazionale Anci – conclude Lubiana Restaini – mi impone di non arrendermi e di individuare soluzioni concrete a favore dei Comuni, soluzioni che possano anche essere messe a disposizione degli stessi senza gravare sui conti pubblici. Questa fase di emergenza non può essere cavalcata per “vetrine elettorali” o per altre azioni di “sciacallaggio”, ma deve rappresentare l’occasione per scrivere una nuova pagina della gestione della pubblica amministrazione”.




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