Potrebbe diventare una “guerra” a colpi di documenti catastali quella tra Bassiano e Sermoneta per comprendere a chi appartenga l’area a ridosso di “Torre Puzza”. La giunta presieduta da Domenico Guidi, infatti, ha deciso di deliberare la richiesta ufficiale di alcuni atti che nei giorni scorsi sono apparsi sul sito istituzionale del Comune di Sermoneta. L’ente guidata da Giuseppina Giovannoli aveva chiesto alla Regione il permesso di ricerca di acqua termominerale presentato dalla società Fonte Salus srl. Ma l’ufficio regionale che si è occupato della richiesta ha deciso di rigettare la proposta escludendo il progetto di Verifica di Assogettibilità. Da qui la decisione del Comune di Bassiano di intervenire, prendendo proprio il posto di Sermoneta e ritenendo che sia nel proprio diritto occuparsi di quella che viene definita “coltivazione delle acque minerali o terminali” che, come stabilisce una norma del 1980, può essere effettuata soltanto da soggetti di comprovata capacità tecnico-economica, che l’amministrazione comunale di Bassiano è convinta di avere. Secondo la giunta Guidi, inoltre, leggendo con attenzione le risultanze della istruttoria si evidenzia che, nell’ambito dell’estensione del territorio oggetto della richiesta, risulterebbero interessati appezzamenti di terreno appartenenti al demanio civico la cui titolarità è della ex Università Agraria di Bassiano “A. Manuzio” oggi di proprietà dello stesso Comune. La specificità della zona contigua ad agglomerati industriali e a zone residenziali ha perciò spinto Bassiano a farsi avanti, chiedendo formalmente l’accesso agli atti e puntando sulla questione dei domini collettivi come ordinamento giuridico primario delle comunità originarie, sempre nel nome dell’interesse collettivo.
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