I dati emersi da una recente analisi del territorio pontino condotta da “OpenPolis” con il contributo di “Con i bambini – Impresa Sociale” hanno allarmato il gruppo consiliare de Il Biancoleone, che ha deciso di approfondire la questione e chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale di Sezze. I dati emersi dall’indagine, infatti, hanno piazzato la città tra le peggiori del territorio (dietro solo a Ponza), con il 4,50% delle famiglie a rischio disagio. Numeri che spaventano e che, secondo gli esponenti delle minoranze consiliari, dovrebbero essere analizzati nel dettaglio e mettere l’ente nella condizione di porre rimedio, qualora fosse possibile: “Siamo alle solite. Appena compaiono le statistiche della vivibilità dei paesi in provincia di Latina – si legge nell’interrogazione presentata da Serafino Di Palma, Giovanni Moraldo e Paride Martella – Sezze si piazza sempre agli ultimi posti. Questo significa che molti bambini residenti nel nostro territorio comunale vivono in povertà, con conseguenze a livello di abbandono scolastico esclusione sociale, alimentazione, attività fisica e salute. Numerosi giovani – si legge ancora nell’interrogazione che verrà discussa nel corso della prossima riunione del Question Time – hanno necessità di un’occupazione immediata per sostenere la propria famiglia, disinteressandosi alla formazione futura”. Un tema caldo, che coinvolge il settore dei Servizi Sociali e che stona, evidentemente, con le politiche finora adottate, che magari hanno pensato all’equità sociale e ai servizi a domanda individuale con tariffe tra le più basse in provincia, ma che però non avrebbero guardato altri problemi sorgere, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, analizzate senza possibilità di appello dal sondaggio realizzato nei mesi scorsi. Da qui la richiesta da parte delle opposizioni in consiglio comunale di iniziare a discuterne seriamente: “Visti i risultati e le statistiche – si chiede nell’interrogazione – si intende migliorare la politica dei Servizi Sociali in città? Come ritiene di aumentare i livelli di benessere ed opportunità di crescita per i minori dai 5 ai 14 anni di età che vivono questo genere di situazioni di fragilità? Occorrerà migliorare i percorsi di mediazione culturale o si ritiene che su queste tematiche si possa creare un osservatorio che coinvolga maggioranza, minoranza, scuole, associazioni e famiglie?”.
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