Non c’è pace per l’amministrazione comunale di Roccagorga sul tema dei lavori di rifacimento della piscina comunale, autentico ecomostro per il quale la precedente amministrazione era riuscita ad ottenere un finanziamento di 941mila euro poi dimostratosi insufficiente a portare a compimento la nuova opera che avrebbe restituito alla cittadinanza il prezioso bene. Oltre ai noti problemi di carattere politico, con una parte della stessa maggioranza a ritenersi poco soddisfatta rispetto alle scelte che si stavano per perseguire e che invece alla fine hanno avuto l’avallo del consiglio comunale, adesso la questione si sposta sulle opere di progettazione messe in atto quando era arrivata la conferma che la richiesta di finanziamento sarebbe stata accolta dal Ministero dello Sport tramite il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Ad assumere l’incarico di progettisti, in quella occasione, furono due architetti di studio a Priverno, che vennero incaricati di realizzare inizialmente un progetto di adeguamento impianti e messa a norma piscina comunale in località Casalotti per un importo complessivo di 232.527,66 euro. Durante le lavorazioni, però, come ricordato dagli stessi professionisti nella nota indirizzata al Comune, diversi problemi di carattere strutturale avevano impedito di proseguire, costringendo il Comune ad ipotizzare alternative al primo progetto e decidendo che ad occuparsi della nuova progettazione fossero gli stessi architetti. Scopo dichiarato sarebbe stato quello di ottenere un finanziamento integrativo al fine di porre in essere tutti quegli interventi necessari alla messa in sicurezza ed al perfetto uso dell’edificio. Due le proposte avanzate nel corso dei mesi, una nel 2016 per un importo complessivo di circa 640mila euro, l’altro nel 2018, con la somma messa a disposizione dal Coni. Progetti che, stando almeno a quanto sostenuto dall’attuale amministrazione comunale, sarebbero da rivedere in quanto la cifra per realizzare la nuova struttura sarebbe decisamente più elevata. Da qui la decisione di assegnare l’incarico, lo scorso 26 novembre, ad un altro professionista del settore, che ha ricevuto il compiuto di redigere un progetto di fattibilità tecnico-economica per la demolizione e la ricostruzione dell’edificio che ospitava la piscina comunale. E da qui la decisione dei due precedenti progettisti di chiedere il pagamento dei loro lavori, tre in tutto, stimati in 44.673,53 euro.
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