“Più che un’operazione-verità, quella nel convegno sull’economia agricola pontina “Agro Pontino: un’impresa di lavoro e libertà. Tutti i numeri e le (vere) storie di un’integrazione riuscita”, mi è sembrata l’esplicitazione di una tesi che guarda con un solo occhio una realtà complessa come la nostra. Ero presente all’incontro: i dati emersi non erano in contrasto statistico con le indagini e le conclusioni di Marco Omizzolo, eppure davano una realtà diversa rispetto al caporalato. Tanto che il sindaco di Latina è stato il primo a parlare del fenomeno, poi seguito dal rappresentante degli indiani del Lazio, Gurmuk. Candidare la provincia di Latina per il premio best-practice nell’integrazione, mi sembra – considerata l’impostazione data – più che altro una “pecetta” da mettere su una realtà ancora poco matura e consapevole delle sue criticità come pure delle sue potenzialità. Trovo corretto, invece, ma meriterebbe una riflessione più profonda, il messaggio di non far passare questa provincia unicamente come territorio di sfruttamento dei braccianti: perché è stata un luogo che ha saputo ribellarsi a questo fenomeno e tanto sta ancora lavorando per arginarlo. Cogliendo quindi il buono di questo proposito, potremmo raccogliere la sfida e lavorarci ancora meglio, magari creando un disciplinare e un marchio dell’agropontino del tipo “Prodotti dalla Libertà”. Lo dichiara il consigliere di Latina Bene Comune presidente della commissione Welfare e Pari Opportunità del Comune di Latina, Emanuele Di Russo.
Leggi sullo stesso argomento
TERRACINA | Chiesa di San Giovanni, in dirittura d’arrivo i lavori di recupero e messa in sicurezza
ANZIO | Carte d’identità elettroniche, open day anche ad agosto: ecco il calendario
TERRACINA | Legambiente lancia la campagna Che caldo che fa contro le ondate di calore






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.