Nella mattinata di giovedì 6 febbraio, i militari del comando provinciale di Latina, supportati da quelli delle compagnie carabinieri di Castel Gandolfo e Tivoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal g.i.p. del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Roma, nei confronti di quattro persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso, aggravato dal metodo mafioso, rapina aggravata e lesione personale aggravata. L’episodio è stato denunciato il pomeriggio del 25 giugno 2019, presso il comando stazione carabinieri di Latina da un avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, il quale, presentando segni di percosse sul volto e sul corpo, riferì che, nel corso di quella stessa mattina, un quarantatreenne di Latina, già suo cliente, gli aveva dato appuntamento nei pressi degli uffici della Procura della Repubblica di Latina, con la scusa di richiedere la disponibilità ad assistere un suo amico. Il legale fu successivamente condotto all’interno di un fabbricato abbandonato fuori dal centro abitato, dove fu colpito al volto, minacciato con un manganello, rapinato di 2300 euro, di effetti personali e dell’autovettura. Successivamente, sopraggiunsero anche gli altri correi, i quali, tenendo segregato il legale per cinque ore e adducendo come motivazione l’inadeguata difesa nel corso di processi penali e civili, lo costrinsero a sottoscrivere, quale prezzo della sua liberazione, cambiali e scritture private per il valore di 110.000 euro, paventando anche l’intervento di un esponente della criminalità organizzata di Caserta. L’indagine, denominata convenzionalmente “Stelvio” avviata nell’immediatezza dai militari della stazione carabinieri, che in breve tempo hanno individuato il luogo della segregazione e rinvenuto l’autovettura sottratta dai malfattori, è stata successivamente proseguita dal nucleo investigativo e dalla compagnia carabinieri di Latina, con il coordinamento della Procura distrettuale antimafia di Roma e della Procura di Latina. Le investigazioni hanno consentito di riscontrare la dinamica degli eventi denunciati dal professionista, raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari della misura cautelare e di recuperare e sequestrare e le cambiali estorte al legale prima che venissero riscosse. Gli arrestati sono stati associati alle case circondariali di Latina e Roma Rebibbia.
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