Continua con successo la stagione teatrale promossa e sostenuta da Comune di Carpineto Romano e A.T.C.L., il Circuito Multidisciplinare di promozione, distribuzione e formazione del pubblico per lo spettacolo dal vivo nella Regione Lazio, con il patrocinio della Compagnia dei Lepini e la collaborazione di Matutateatro. Domenica 1 marzo alle ore 21 l’Auditorium Leone XIII di Carpineto Romano ospita lo spettacolo “La classe”, di Vincenzo Manna con Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Brenno Placido, Valentina Carli, Cecilia D’Amico, Edoardo Frullini, Giulia Paoletti, Haroun Fall, con la regia di Giuseppe Marini. Una produzione Accademia Perduta Romagna Teatri, Goldenart production e Società per attori. Lo spettacolo nasce da un progetto di ricerca che ha indagato il rapporto tra gli adolescenti di oggi e un fenomeno di grande rilevanza culturale e sociale della nostra epoca: i flussi migratori. Come vivono gli adolescenti l’arrivo di ragazzi e ragazze, spesso loro coetanei, da paesi geograficamente e culturalmente lontani? Ne hanno timore e vogliono respingerli o la considerano una risorsa e un’opportunità di crescita e allargamento degli orizzonti? Queste sono alcune delle domande che hanno supportato il progetto di ricerca condotto da Tecnè, Istituto di Ricerche Demoscopiche fra i più prestigiosi in Europa, e che sono state il punto di partenza per la nascita di un testo teatrale originale scritto da Vincenzo Manna e messo in scena dal regista Giuseppe Marini con un cast composto in prevalenza da attori under 35, accompagnati da professionisti di riconosciuta fama. I giorni di oggi. Una cittadina europea in forte crisi economica. Disagio, criminalità e conflitti sociali sono il quotidiano di un decadimento generalizzato che sembra inarrestabile. A peggiorare la situazione, appena fuori dalla città, c’è lo “Zoo”, uno dei campi profughi più vasti del continente. A pochi chilometri dallo “Zoo”, c’è un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro. La scuola, le strutture, gli studenti e il corpo docente sono lo specchio della depressione economica e sociale della cittadina. Albert, giovane professore di Storia, viene incaricato dal Preside dell’Istituto di tenere un corso di recupero pomeridiano per sei studenti “difficili”, sospesi per motivi disciplinari. Tuttavia Albert, intravedendo nella rabbia dei ragazzi una possibilità di comunicazione, riesce a far breccia nel loro disagio e conquista la fiducia della maggior parte della classe. Abbandona la didattica suggerita dal Preside e propone loro di partecipare a un concorso, un bando europeo per le scuole superiori che ha per tema “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto”. Ma l’Olocausto di cui gli studenti decideranno di occuparsi non riguarderà il passato, ma i tragici eventi che stanno avvenendo proprio nel paese da cui la maggior parte dei rifugiati dello “Zoo” scappa… e quello che doveva essere solo un corso pomeridiano si trasforma presto in un’intensa esperienza di vita che cambierà per sempre il destino del professore e degli studenti.
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