“Tutelare i livelli occupazionali di tanti, tra sermonetani, setini e bassianesi, che lavorano nel sito della Corden Pharma è un dovere che ogni amministratore deve prendersi. Così come è fondamentale capire che questo territorio deve essere difeso sotto il profilo ambientale. Ma come amministratori abbiamo il dovere di pensare anche al futuro, non solo a quello che accade oggi e credo che un ragionamento serio sulla gestione dei rifiuti sia arrivato il momento di farlo”. Entra nel merito delle questioni che stanno interessando in queste settimane lo stabilimento della Corden Pharma di via del Murillo Giuseppe Fonisto, capogruppo in consiglio comunale della lista Grande Bassiano, che ha espresso la volontà di richiedere un consiglio comunale ad hoc per analizzare nel dettaglio cosa stia accadendo al sito industriale che si trova nel territorio di Sermoneta ma, allo stesso tempo, anche per aprire un fronte di ragionamento più ampio che riguarda la gestione dei rifiuti in questi territori: “Bisogna iniziare a ragionare sulle modalità da adottare per completare l’intero ciclo di rifiuti, dalla raccolta alla gestione fino all’eliminazione. Non possiamo e non dobbiamo più ragionare secondo il principio del “not in my backyard”, perché finora questo genere di approccio non ha portato alcun tipo di beneficio e presto ci troveremo in una situazione nella quale questi problemi bisognerà affrontarli, prima che lo facciano altri per noi”. Da qui il suggerimento di iniziare a ragionarci, coinvolgendo le forze in campo per farsi trovare pronti alle evenienze: “Prima che qualcuno inizi a prendere decisioni per nostro conto – ha concluso l’esponente di Grande Bassiano – conviene avere un chiaro quadro della situazione e mettere in campo azioni che superficialmente potrebbero sembrare impopolari, ma che invece ci metterebbero nelle condizioni di decidere noi del nostro futuro, consapevoli che l’ambiente va rispettato e che si sono tante iniziative da poter mettere in atto per venire a capo di un problema così importante e delicato”. Secondo l’avvocato, infine, sarebbe opportuno valutare seriamente le opportunità che il territorio potrebbe avere in ragione del “green new deal”, piano che la Commissione Europea ha deciso di porre come pilastro della nuova programmazione della spesa dell’Unione per il periodo che partirà nel 2021 per concludersi nel 2027.
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