Si aprono definitivamente le porte del carcere per il 27enne originario del Marocco che nel 2016 si rese protagonista di un efferato crimine nel cuore del centro storico di Sezze, insieme ad un complice di origini romene, all’epoca dei fatti di 48 anni. L’allora 23enne, insieme al complice, aggredirono Giuseppina Abbenda, 88 anni, a ridosso della sua abitazione, al civico 40 di via Umberto I a Sezze e a pochi metri da Palazzo Rappini, la spinsero con forza dentro casa e iniziarono a picchiarla selvaggiamente. Circa dieci minuti di aggressione, che le procurarono diverse fratture. Prima di concentrarsi alla ricerca di un bottino che poi si rivelò essere di poche decine di euro, i due uomini arrivarono persino ad immobilizzarla, legandole mani e piedi. Una scena agghiacciante quella che si parò davanti ai primi soccorritori, che trovarono l’anziana, senza figli e nubile, in un autentico lago di sangue, con il volto tumefatto dai calci e dai pugni ricevuti e con diverse fratture riscontrate proprio al volto, oltre allo shock per quanto accaduto. Le indagini, in un clima di sdegno che per diversi giorni percorse la comunità setina che non riusciva a comprendere come un delitto così efferato potesse essere stato messo a segno in pieno giorno e in pieno centro storico di Sezze, permisero agli inquirenti di arrestare nell’immediatezza dei fatti l’allora 23enne Isaia Lahwaoui, già noto alle Forze dell’Ordine e, qualche giorno più tardi, il suo complice, Costel Zatanga, 48enne di origini romene ma da anni residente a Sezze, all’interno dell’abitazione del quale venne rivenuta una stanza adibita a serra in cui era stato allestito un sistema di areazione temporizzato e di controllo della temperatura e dell’umidità, con numerose lampade, che climatizzavano una piantagione di marijuana composta da 25 piante, oltre a diverse armi e a numerosi attrezzi da scasso. Nella mattinata di sabato è scattata l’operazione scaturita dall’ordine di esecuzione per espiazione della pena detentiva emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma per i reati di rapina aggravata in concorso, sequestro di persona e lesioni. Il 27enne è stato associato alla casa circondariale di Latina, nella quale dovrà scontare la pena residua di oltre un anno di reclusione.
SEZZE, scattano le manette per il 27enne marocchino che nel 2016 aggredì una 88enne





