Contenzioso con l’A&G? Il Comune di Sezze dovrà semplicemente pagare i 38mila euro previsti dal contratto del febbraio 2014 per la realizzazione di un database utile a combattere l’evasione fiscale. Si chiude con una sentenza che fa tirare un sospiro di sollievo la lunga querelle tra il Comune e la società toscana che aveva richiesto inizialmente 202mila euro per il lavoro svolto, poi era arrivata a chiedere oltre 4 milioni per i danni subiti dalla stessa, da quantificarsi nella somma corrispondente agli “aggi” spettanti sull’ammontare degli atti di accertamento notificati nel 2013 e nel 2014. Sulla questione si era aperto un vasto fronte politico con le opposizioni (Serafino Di Palma, Roberto Reginaldi, Lidano Zarra ed Antonia Brandolini) che, contrarie all’operazione, avevano occupato in segno di protesta il Comune per una settimana. Tra l’ente e la società era inoltre iniziata una fase di concertazione che non aveva portato ad alcun risultato, tanto da dover ricorrere al tribunale, che per la sentenza aveva deciso di ricorrere al dispositivo 190 del Codice di Procedura Civile per le comparse conclusionali delle parti. Ieri la sentenza è stata pubblicata e il giudice Concetta Serino ha stabilito che alla società di Lucca il Comune dovrà corrispondere solo i 38mila euro previsti dal contratto per la realizzazione del database. La società, nello specifico, aveva preteso che una parte degli incassi gli venisse riconosciuta, arrivando a chiedere all’ente oltre 4 milioni di euro per il lavoro svolto e per le pratiche aperte dal 2008 al 2014: oltre 32mila avvisi per un valore complessivo di 30.720.000 euro di tasse dei cittadini setini in quel lasso temporale. Nella questione si era inserita anche la Servizi Pubblici Locali Sezze spa, la società partecipata dell’ente, che era stata chiamata in causa come terzo. A tutela della propria posizione, la Spl aveva deciso di adottare la procedura di domanda riconvenzionale trasversale, oltre alla proposizione di un’ulteriore domanda riconvenzionale del valore di 1,2 milioni di euro. In questo modo, nel caso il Tribunale avesse deciso di condannare il Comune e la SPL a risarcire la A&G a pagare sarebbe stato solo l’ente, con la società partecipata che si riteneva responsabile della gestione dell’accordo tra le parti. Nel caso, invece, che i giudici decidessero che la A&G non avrebbe avuto diritto ad alcun risarcimento, la SPL si sarebbe potuta avvalere del mancato guadagno per una cifra valutata in 1,2 milioni di euro.
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