Discariche sul territorio di Sezze? Un’autentica piaga che con il passare degli anni peggiora a vista d’occhio. E’ questa l’amara conclusione cui sono arrivati i volontari di Legambiente di Sezze, il Circolo Pontino Arcobaleno, dal 2008 impegnato in un’attività di monitoraggio periodico dei siti del Comune di Sezze dove sono presenti discariche abusive. Un quadro disarmante che, come detto, peggiora con il passare del tempo. “Storicamente – fanno sapere i responsabili dell’associazione ambientale setina – i siti dove vengono abbandonati i rifiuti sono sempre gli stessi, i 59 censiti dalla ricerca. Quasi tutti sono stati più volte bonificati, ma subito dopo sono stati nuovamente utilizzati come discariche abusive”. Le aree individuate più soggette al fenomeno sono la ex SR156, nel tratto che va dall’incrocio con via Sandalara fino all’innesto con la nuova Strada Regionale, via Foresta, via della Pace, lo stabilimento dismesso ex Cirio, via Sicilia, via Melogrosso (Longara), via della Cune in zona Casali, via Roana e la Migliara 46. La discarica più estesa è presente proprio sulla Migliara 46 nei pressi dell’acquedotto regionale delle Sardellane: “In questa zona sono presenti discariche di pneumatici, scarti di officina, inerti, eternit, mentre nei terreni attigui ci sono notevoli quantità di scarti provenienti, probabilmente, da allevamenti zootecnici”. Nel loro report i responsabili hanno sottolineato come a Sezze non sia presente un servizio di depurazione delle acque nere adeguato, mentre è in costruzione un nuovo depuratore, anche se non è chiara la data di messa in servizio dello stesso. Tra i corpi idrici il più inquinato è il Fosso del Brivolco, con presenza di schiume, materiale plastico galleggiante e le acque nere provenienti dal torrente denominato Vallicella. Lo stesso canale è un affluente del Fiume Ufente sulle cui sponde, a poche decine di metri, si trovano due acquedotti: Mole Muti, Sardellane, con quest’ultimo serve nove Comuni pontini. Diverse le azioni da mettere in campo per migliorare la situazione: “Crediamo che le criticità possano essere migliorate attraverso alcune azioni come la messa in funzione del nuovo depuratore e sistemazione delle discariche non servite dallo stesso, la bonifica di Brivolco e Ufente, la realizzazione di una o più oasi ecologiche che raccolgano tutte le tipologie di rifiuti possibili, l’estensione della raccolta differenziata su tutto il territorio comunale, il controllo del territorio e la repressione dei reati ambientali”.
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