Impresa, Associazione dell’Industria e delle Piccole e Medie Imprese, plaude alla riforma del fondo di garanzia e in particolar modo ad una delle misure introdotte dal Decreto Crescita, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 aprile, ossia l’abolizione della lettera “R” contenuta nell’art. 18, comma 1 del d.lgs 112/1998, “Funzioni e compiti conservati allo stato”. Il Governo cancella di fatto l’intermediazione dei confidi, cooperative di fondi di garanzia regionale, per l’accesso al Fondo di Garanzia, lo strumento di accesso al credito più utilizzato dalle piccole e medie imprese che d’ora in poi potranno usufruire dell’accesso diretto delle banche al Fondo centrale di Garanzia. Non sarà più necessario associarsi ad un confidi, sostenendo i relativi costi, per ottenere quelle garanzie indispensabili per le imprese che hanno necessità di accedere al credito. A seguito della riforma questo passaggio è stato eliminato. Le Regioni che facevano riferimento alla “cosiddetta lettera R” hanno registrato, infatti, un calo dell’utilizzo del Fondo di Garanzia e contestualmente l’aumento dei costi per le aziende. In questo modo gli imprenditori tornano ad avere un ruolo centrale, fondato sì su regole ferree, ma che obbligano ad una revisione e riorganizzazione interna che si trasformerà in una grande opportunità; le imprese, ora, possono usare liberamente gli strumenti esistenti di sostegno al credito. Il Decreto Crescita ha non soltanto riformato le modalità di accesso e di utilizzo del Fondo di Garanzia ma ha anche introdotto importanti novità sui confidi ampliandone l’operatività: tutto questo con l’obiettivo fondamentale di dare impulso allo sviluppo sostenendo prioritariamente le imprese nell’accesso al credito che permette di ottenere la liquidità necessaria non solo per gestire il corrente ma anche per investire. Il presidente di Impresa Giampaolo Olivetti dichiara che “la riforma così radicale sul fondo di garanzia è stata oggetto di un recente Focus operativo, organizzato da Impresa lo scorso 3 aprile, a poche ore dall’approvazione del Decreto crescita, che è andato di fatto ad integrare la manovra finanziaria. Si tratta senza dubbio di una norma coraggiosa, che, proprio per la sua complessità, richiede un’applicazione accurata. A tal proposito Impresa ha predisposto un servizio definito di “educazione finanziaria” per mettere gli imprenditori nelle condizioni di gestire al meglio le proprie risorse e il fondo di garanzia”.
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