“La situazione dell’ex ospedale di Sezze è in parte frutto di scelte scellerate della politica locale, che in alcune occasioni ha preso decisioni sbagliate per l’intera comunità”. E’ un fiume in piena Paolo Casadei, ex consigliere comunale a Sezze, che cerca di analizzare la delicata fase che sta attraversando il comparto della Sanità in provincia, sottolineando come in pochi anni la città di Sezze sia passata da un polo nevralgico e particolarmente importante, tanto da essere preso a modello di riferimento, a quello che è adesso, con una struttura, la Casa della Salute, che proprio non riesce a decollare per diversi motivi. Senza entrare nel merito di decisioni calate dall’alto, dai Ministeri o da chi si è alternato alla guida della Regione Lazio, Casadei fa notare come già nel 1998 il suo gruppo politico, che vantava la presenza in consiglio comunale di Lorenzo Sibilio e di Quintino Carissimo, avesse proposto alla maggioranza di allora, guidata da Giancarlo Siddera, una soluzione che avrebbe potuto essere, con il senno di poi, decisamente vantaggiosa. L’idea che si cercò di far passare era quella della realizzazione di un nuovo polo ospedaliero che sarebbe potuto sorgere nel quartiere di Ceriara e che, inevitabilmente, sarebbe stato addirittura più utile dello stesso ospedale civile “San Carlo da Sezze”. Ma, come spiega Casadei, la proposta fu rigettata: “La politica locale preferì continuare ad investire sul vecchio ospedale, nonostante questa soluzione da noi proposta sarebbe stata probabilmente più conveniente e adesso non ci troveremmo nella situazione attuale. All’epoca il bacino di utenza era minimo – conclude Casadei – ma oggi una struttura del genere darebbe manforte a tutti i poli attualmente in difficoltà”.
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