“L’amministrazione risulta completamente estranea all’organizzazione del Dark Occultus Festival, non essendo partecipe di alcun contributo economico, né di patrocinio, né di concessione di spazi pubblici. La manifestazione è prevista in forma di organizzazione privata all’interno dell’ostello ex convento di San Nicola, che è sì una struttura pubblica, ma data in concessione a un’associazione. Non è previsto da alcun regolamento il tipo di uso della struttura, ma anzi deve favorire l’organizzazione di eventi culturali”. Prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche Claudio Damiano, sindaco di Sermoneta, che nei giorni scorsi è stato attaccato anche da Antonio Aprile, membro della sua stessa maggioranza. In una nota il primo cittadino conferma che non assurgerà al ruolo di censore su questa vicenda: “Questo ruolo non mi appartiene per cultura, ritenendo che invece il territorio di Sermoneta debba continuare ad essere ospitale, mirato all’inclusione sociale e culturale e a rapportarsi con qualunque evento culturale o artistico, sebbene questo non possa essere gradito da alcuni. Non farò mai il censore per tutelare sensibilità di alcuni che magari potrebbero essere la maggioranza, rispetto ad altri che potrebbero anche rappresentare una minoranza. Ma questo è il ruolo di chi vuole rappresentare una comunità”. Lo stesso Damiano nella sua nota, come in quella degli organizzatori dell’evento, ha deciso di citare l’articolo 21 della Costituzione, che prevede che tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione: “Il ruolo di censore – ha spiegato il sindaco – viene affidato all’autorità giudiziaria qualora venga riscontrata una violazione del limite del buoncostume, che però viene intesa non in maniera universale, ma più specificamente alla pubblica moralità sessuale o qualora vi siano pericoli di incolumità pubblica”. L’ultimo passaggio, prettamente politico, invece recita: “Visto che il mio mandato termina prima dell’inizio della manifestazione, il prossimo sindaco potrà emettere (qualora lo ritenga un atto legittimo) un’ordinanza di divieto. Personalmente credo che passate le elezioni non ci si preoccuperà più di ciò e in ogni caso – ha concluso il primo cittadino – il rispetto delle tradizioni non passa attraverso l’imposizione censoria o vietando espressioni differenti, ma attraverso il lavoro costante sul piano culturale dell’istruzione e dell’educazione che quotidianamente questa amministrazione e la scuola di Sermoneta stanno facendo”.
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